Avv. Vincenzo Comi

Di Giovanni De Ficchy

Anche chi sia accusato dei peggiori crimini, anche quando il fatto ci sconvolge la coscienza e ci turba l’animo nel più profondo come esseri umani non dobbiamo mai dimenticare che a differenza del criminale uno Stato agisce nel rispetto della legge ed è questo che rende legale l’accertamento di un fatto e la responsabilità di chi ha agito illegalmente e ci assicura la democrazia e lo stato di diritto”.

Lo sottolinea Vincenzo Comi, consigliere dell’Ordine degli avvocati di Roma e già presidente della Camera penale di Roma.

“L’avvocato – prosegue Comi – non è un complice, non abbraccia la causa, ma garantisce a tutti – e dico tutti – il diritto costituzionale alla difesa affinché il processo sia celebrato nel rispetto delle regole e del diritto.

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Così una sentenza sarà legale e giusta.

Niente di più, niente accostamenti suggestivi e niente abbracci mortali con gli assistiti.

Solo garanzia di un processo giusto per garantire non solo l’accusato ma tutta la collettività. L’avvocato fa il suo dovere e svolge la sua funzione.

È difficile e coraggioso nello stesso tempo difendere i mostri, ma l’avvocato è il notaio della legalità del processo penale.

“Mai – aggiunge l’ex leader dei penalisti romani – un processo senza difensore indipendente come avveniva negli stati totalitari, sempre un processo vero, giusto e soprattutto celebrato in tempi ragionevoli.

Solo il processo giusto accerta correttamente la ricostruzione di un fatto e la responsabilità di chi viene accusato”.

“Solo così uno stato democratico sopravvive —conclude Comi – e dimostra a tutti che lo stato è diverso dai criminali perché la giustizia è legale.

E questo – ripeto non solo nell’interesse del cliente – ma soprattutto di tutti i cittadini anche delle persone offese”

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