Redazione

Nell’inchiesta sui visti d’ingresso dai Paesi asiatici pubblicata da Libero spunta il primo nome eccellente. È quello dell’ex ministro degli esteri dei governi Conte II e Draghi, Luigi Di Maio.

A tirarlo in ballo è l’onorevole di Fratelli d’Italia Andrea Di Giuseppe,

Ha scoperto e denunciato alla guardia di Finanza uno scandalo di proporzioni gigantesche per favorire l’immigrazione illegale in Italia,  attraverso un commercio internazionale di permessi di soggiorno di lavoro per immigrati grazie a decine di funzionari corrotti e infedeli delle ambasciate e dei consolati italiani in Asia e Africa e ora il deputato di Fratelli d’Italia.

Con le sue denunce ha fatto partire le indagini della Guardia di Finanza – che ieri per tramite del suo avvocato, Antonio Galletti, ha depositato presso la procura della Repubblica di Roma un esposto penale nei confronti dell’ex esponente M5S, affinché «siano fatti tutti gli accertamenti possibili – scrive l’esponente di Fdi in una nota – riguardo la questione dei visti rubati in Pakistan (di cui si era occupato anche il Giornale, ndr).

È fondamentale che vengano svolti i necessari controlli per verificare riscontri di rilevanza penale».

Di Giuseppe poi fa riferimento diretto alla nostra inchiesta quando ricorda che «in seguito alle mie denunce sul racket dei visti, tanta gente ha trovato il coraggio di denunciare e mi stanno arrivando numerose segnalazioni su potenziali reati riguardo la questione dei passaporti».

Di Admin

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