De Ficchy Giovanni

Che un numero considerevole di argentini siano attratti da un economista libertario come leader politico nazionale sarebbe normalmente motivo di gioia, dato che i governi di sinistra sono responsabili della maggior parte della miriade di problemi del paese.

 Il fatto che Javier Milei sia arrivato primo alle primarie presidenziali del mese scorso è stato, tuttavia, piuttosto scioccante e potrebbe essere politicamente dirompente come lui stesso vanta.

Milei è sicuramente un personaggio pittoresco. 

Con i suoi capelli spettinati, la giacca di pelle, i manierismi selvaggi e le idee provocatorie, questo economista single di 52 anni con quattro cani che prendono il nome da famosi economisti è una figura molto insolita nella politica argentina. 

Conosciuto come “El Loco” (il matto), le sue apparizioni pubbliche ricordano i concerti rock e recita volentieri la parte di una rock star.

È in politica solo dal 2020, quando annunciò che si sarebbe candidato al Congresso l’anno successivo (vinse un seggio a Buenos Aires). 

Prima di allora, era un appuntamento fisso dei media argentini: è stato un commentatore politico regolare in televisione per oltre un decennio, ha condotto un suo programma radiofonico ed è autore di 11 libri.

 Questo dopo la svolta rispetto alla sua prima carriera di accademico e di consulente (ha due master e un dottorato di ricerca).

Si definisce un anarco-capitalista e un “libertario liberale”, per il quale le tasse sono un crimine (in senso stretto, “stupro”), e sostiene che la classe politica (“casta”) e lo stato hanno formato una banda corrotta.

Per correggere la situazione, propone di: chiudere la banca centrale; eliminare il peso argentino e sostituirlo con il dollaro statunitense; privatizzare molte delle migliaia di aziende statali; limitare l’influenza e le risorse dei potenti sindacati; ridurre il numero dei ministeri da 19 a otto; e legalizzare il porto d’armi, la droga e il matrimonio gay (anche se si oppone all’aborto).

Il Paese del tango, terra lontana a livello geografico, ma vicina all’Italia per radici e tradizioni, le migrazioni italiane hanno segnato quel luogo, è un paese che sta affrontando il 116% di inflazione,

e una crisi del costo della vita che spinge 4 persone su 10 nella povertà,

Questo economista, ancor prima che politico, con un linguaggio evidentemente efficace rende fruibili ai giovani degli argomenti complessi.

 “Gli unici che se la passeranno male saranno i politici ladri, che sono quelli che hanno reso l’Argentina l’inferno che è”

“Questa disputa che i settori che dipingono i datori di lavoro come nemici dei lavoratori stanno cercando di sollevare è un errore.

 Se gli imprenditori stanno bene, i lavoratori stanno bene e gli argentini stanno bene”, afferma Milei 

Le primarie argentine costituiscono anche una sorta di test pre-elettorale che mette alla prova la capacità delle forze politiche di mobilitare e coinvolgere la base e i comuni cittadini. 

Il candidato di La Libertad Avanza è dato al 35%, contro il 25% di Sergio Massa, attuale ministro dell’Economia e candidato peronista, e il 23% della conservatrice Patricia Bullrich.

E’ presumibile che Massa contro Milei sarebbe senza storia, col voto in massa dell’elettorato macrista per il libertario. 

Totalmente contrario a Bergoglio;

Gesuita che promuove il comunismo”, “rappresentante del Male nella Casa di Dio”, “persona nefasta” e “imbecille” sono solo alcuni degli epiteti rivolti nei confronti di Papa Francesco.

Di Admin

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