De Ficchy Giovanni

Chi di noi , da bambino , e anche più avanti negli anni, guardando un telefilm americano, dove spesso appaiono i camioncini dei venditori ambulanti di cibo, chiamati street food, non ha provato la voglia di addentare un hot dog, o un bel hamburger magari pieno di senape e maionese.
Cucina regionale, o etnica, le cui specialità si consumano spesso passeggiando in strada appunto,
Un successo dovuto a una serie di fattori come l’appeal che lo street food esercita sui più giovani, la capacità di coniugare la tradizione con l’innovazione e, non da ultimo, la maggiore economicità e praticità del cibo “on the road”.
Lo street food più consumato nel mondo è il Taco. Seguono i Burritos, il Dosa, Roti, Hot Dog, Pretzel, Hamburger, Banh Mi, Falafel.
Paese che vai, cibo che trovi, le sue origini risalgono agli albori della nostra civiltà, più o meno diecimila anni fà.
Vi sono tracce di racconti di poeti greci che descrivono l’usanza egizia , tradizione del porto di Alessandria, in seguito adottata in tutta la Grecia, di friggere il pesce e venderlo per strada.
A partire dagli anni ottanta lo street food ha registrato una vasta diffusione a livello planetario.
Sulla scia della crescita di interesse si sono quindi moltiplicati gli eventi dedicati allo Street Food, manifestazioni che hanno come scopo quello di far conoscere e di valorizzare il food & beverage da strada.
A Bangkok,ad esempio sono i venditori di street food ;che provvedono al 40% del fabbisogno alimentare cittadino.
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