De Ficchy Giovanni

Molto rumore per nulla, almeno per il governo Meloni..
Carlo Nordio ha le idee chiare: separazione delle carriere fra pm e giudici, depenalizzazione, accelerazione dei processi i cui ritardi costano all’Italia due punti di Pil, revisione del codice penale , avanti tutta con le riforme.
Per nulla intimorito dagli avvisi di garanzia, dagli show delle toghe in trincea, e dalla gazarre in parlamento delle opposizioni,
“In Parlamento mi è stato detto ‘vi siete attaccati a un cavillo giuridico e avete liberato un torturatore’. Come dire, poiché era un torturatore, legge o non legge, regole o non regole, dovevate tenervelo. Io non ho replicato, perché non era previsto dal regolamento, ma vorrei notare che se noi volessimo trattenere in vinculis una persona perché è un torturatore, un assassino o altro, a dispetto delle regole che disciplinano i processi, allora nemmeno la Corte internazionale avrebbe ragion d’essere”.
Il rispetto delle regole, insiste, è prioritario. Secondo la narrazione della sinistra non avrebbe avuto ragione d’essere “nemmeno la Corte di Norimberga. Persino ad Eichmann, nel processo di Gerusalemme di tanti anni fa, è stato concesso un difensore, un processo regolare, un rispetto delle regole. Le regole vanno rispettate sempre e comunque, non soltanto dal punto di vista sostanziale ma anche formale. In questo caso coincidevano, è stata fatta una violazione di legge formale e anche sostanziale”.
Sulla riforma della giustizia dichiara; “Finalmente siamo riusciti ad attuare, dopo tanti anni, la separazione delle carriere. Che le Camere penali da sempre portano come vessillo di libertà e vera cultura della giurisdizione. Siamo quasi a metà strada, abbiamo intenzione di continuare. Più ci attaccano e cercano di intimidirci e più la nostra volontà di continuare e portare a fondo la riforma aumenta. Con determinazione e maggior forza”
“È un mandato che ci ha chiesto il popolo e noi lo faremo. Non esiteremo e non vacilleremo. Più aumentano queste forme di pressione proprie e improprie e più siamo determinati a portare a fine il nostro lavoro”.
“Il nostro cronoprogramma è definito. In prima lettura la riforma dovrebbe essere approvata entro marzo e poi entro l’estate dovrebbe avere l’approvazione definitiva. Ci sarà poi il referendum, sono certo, e che io auspico, perché una materia così complicata, complessa e di alta sensibilità civica è bene che venga sottoposta alla valutazione del popolo sovrano. Noi non abbiamo timore e non vogliamo nemmeno lusingarci dei sondaggi che conosciamo”.
