L’Europa ha cessato di essere il “Vecchio Continente”, ha dimenticato chi è, il “faro di conoscenza”, il pericolo maggiore per la democrazia europea deriva dall’allontanamento dei suoi stessi leader dai valori fondamentali.

 L’Unione europea è un organismo declinante ed è oramai cosa evidente a tutti, è da troppi anni che è sospesa a metà tra il continuare ad essere una conferenza intergovernativa, e il manifestarsi come un progetto del tutto incompiuto sul piano di ipotetiche funzioni federali.

L’Unione Europea, a più di cinquant’anni dalla costituzione delle Comunità europea, si trova a essere un soggetto senza partitura, qualcosa che avrebbe dovuto dare corpo a un progetto condiviso che si è rivelato, alla resa dei conti, non in grado di essere realizzato.

Il “sogno di una sera di mezza estate”, avuto da due visionari sull’isola di Ponza , era quello di creare le premesse di una maggiore giustizia sociale, in un continente che, proprio a causa delle iniquità, aveva dato ripetutamente fuoco alle polveri della guerra.

La costruzione, sia pure complicata, di una struttura continentale federata, doveva servire non solo a garantire il benessere della federazione , ma anche a tutelare le specificità delle varie nazioni . 

E’ chiaro che gli equilibri platenari, creatisi dopo la fine della seconda guerra mondiale non esistono più, nella storia infatti nulla resiste a se stesso, nulla sopravvive , infatti ciò che generiamo non è immortale, ma comunque ,dopo gli equilibri e le istituzioni trascorse altre ne seguiranno.

La debolezza della democrazia, nelle sue diverse forme, soprattutto liberale e libertaria, è un fatto evidente.

Sicuramente c’è qualche burocrate, a Bruxelles, che sogna di contrapporre l’Unione Europea agli Stati Uniti, chiaramente questa ipotesi sarebbe il suicidio definitivo di una Ue già da diversi anni in crisi.

Agli occhi del vuoto utopismo paneuropeo privo di radici, la nazione resta il nemico primo, l’idea dell’obbligatorio declino dello Stato nazionale, la convinzione messianica della sua futura inevitabile scomparsa.

Primo fra tutti la libertà di espressione, e c’è lo ha ricordato proprio il Vice presidente americano Vance, alla conferenza di Monaco, quando ha criticato i governi europei , per aver censurato in diverse occasioni il pensiero di alcuni suoi liberi cittadini, che si erano espressi, contro l’aborto, o avevano semplicemente pregato, criticando la condanna di un attivista cristiano da parte della Svezia per aver bruciato un Corano.

Oggi la Sinistra si nasconde dietro l’europeismo di facciata, propagandando il pensiero unico, magari appoggiandosi alla Cina. 

Questo per capriccio del potente di turno, autocrate, despota, dittatore o capo che sia (anche il “popolo” può essere dispotico, se vogliamo ragionare in questi termini), ma per l’ossessione che si crea rispetto a chi non è omologabile agli interessi e agli obiettivi di una maggioranza che viene completamente schiacciata su un conformismo che è funzionale al potere medesimo. 

La crisi dell’Unione , che evidentemente non è solo una questione di “tecnocrazie” e bilanci, ci impone di riflettere sulla traiettoria che andiamo assumendo. 

Di Admin

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