La lettera d’amore che non ha mai ricevuto

(introduzione a cura del Prof. Tudor Petcu)

Una riflessione di Elisa Nalini, allieva nell’undicessima classe presso il Liceo Internazionale King George di Bucarest, Romania

In questo testo l’autrice Elisa Nalini, nonostante la sua età molto giovanna, ci fa sentire il sapore e la forza seducente della riflessione metafisica attraverso il modo in cui mette in evidenza l’amore della ricerca del quale ci troviamo tutto noi, la speranza ma anche la credenza che può diventare la nostra forza salvatrice.

La gioia scorre nelle mie vene e sento stringersi le mie fredde costole. Appoggio la testa sul

sabbia soffice mentre ciocche di capelli continuano a interrompere il mio sguardo calmo. Sorrido mentre l’acqua

ogni tanto mi baciava la fronte pallida.

I fiori che usavo per deporre le mie cose ora sono secchi e i loro petali non custodiscono più ricordi, ma solo

polvere.

Stasera la luna è sicura di sé e si rivela a me proprio come hai fatto tu. Posso sentire le mie dita

ti ritrovi di nuovo a scorrere i capelli solo guardandolo. Ma mi guarda dall’alto in basso, come

ironico, che coincidenza.

Mi sono lasciato annegare nella speranza, dandola per scontata, come se mi fosse sempre stata promessa.

Me. Forse non avevo torto, ma non avevo ragione nel modo in cui pensavo.

Hai afferrato le mie ali e hai strappato via ogni padre, scuoiandomi vivo come un animale nelle tue

fame di intimità. Non sono mai stato un mistero che hai voluto esplorare, vero? Ero semplicemente una verità

volevi scoprire, ostentare, possedere come se ti appartenesse.

So che non puoi più sentirmi…o addirittura vedermi, ma sappi questo. Uscirò dalle fosse

dell’inferno semplicemente per portarti in paradiso con me e lasciarti cadere dalle mie braccia proprio come hai fatto

Lasciami andare.

E qui pensavo di sapere tutto, pensavo che tu fossi la mia regina, quando tutto quello che ero per te era

una mossa sul tavolo degli scacchi. Mi hai reso sporco e infelice, tutto in nome del tuo legittimo diritto

azioni. Mi hai tirato fuori dall’oscurità solo per coprirmi gli occhi con le tue mani morbide.

L’amore non può esistere senza ossessione, sebbene l’ossessione non dipenda dall’amore. Io posso

sento perfino un sorriso tirarmi gli angoli della bocca quando sputo fuori queste parole.

Mentre il tuo corpo senza vita giace accanto al mio, lascerò che le onde ci inghiottiscano completamente e lascerò che il mare

rivendicaci come suoi, mi lascerò soffrire e guarderò impotente questo momento, perché ho distrutto

i miei stessi principi per un atto sciocco.”Amore”.

Pensi che viviamo una volta sola, vero? Che peccato, anch’io ci credevo. Ma la verità è

perché moriamo una volta sola, ma viviamo ogni giorno. Io vivo anche adesso, mentre la mia vista diventa nera e il mio

la voce diventa rauca per le risate e per le gocce di rimpianto.

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