Partendo dall’autotrasporto in generale provo ad addentrarmi sul trasporto nella regione Marche.
L’autotrasporto nelle Marche è una colonna portante dell’economia, un’arteria vitale che pulsa nonostante le difficoltà. Se in una regione come questa, caratterizzata da un tessuto produttivo diffuso e spesso dislocato in aree interne, la logistica è già di per sé complessa, i problemi legati a una viabilità non sempre all’altezza, rendono il ruolo degli autotrasportatori ancora più cruciale e, al contempo, più arduo.
Ogni giorno, i mezzi pesanti affrontano strade tortuose, difficoltà nel tratto A14 con cantieri infiniti, collegamenti carenti e infrastrutture che necessitano di manutenzione continua. Nonostante ciò, garantiscono l’approvvigionamento delle industrie, la distribuzione dei prodotti artigianali, agroalimentari (se negli scaffali dei supermercati ci sono i prodotti è grazie all’autotrasporto), farmaceutici, carburanti,  agricoli e manifatturieri che costituiscono l’eccellenza del territorio marchigiano.


L’autotrasporto non è solo il mezzo per spostare merci da un punto A a un punto B, ma è il fattore che connette le aziende ai mercati nazionali e internazionali, consentendo a piccole e medie imprese di competere e prosperare.
Investire nell’autotrasporto, migliorando le infrastrutture viarie e supportando le aziende del settore, significa non solo agevolare la movimentazione delle merci, ma anche sostenere l’intero sistema economico marchigiano. È una sfida che riguarda tutti: dalle imprese che dipendono dalla logistica, ai consumatori che beneficiano della disponibilità dei prodotti, fino alle istituzioni che hanno il compito di creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile e coeso. L’autotrasporto nelle Marche, quindi, non è un semplice servizio, ma una vera e propria risorsa strategica.
Per affrontare e superare le criticità che affliggono l’autotrasporto, in particolare in una regione come le Marche, è necessario un approccio su più fronti che coinvolga istituzioni, imprese e il sistema infrastrutturale. I problemi sono complessi e interconnessi, ma le soluzioni possono essere individuate e attuate.
Ecco una serie di azioni, secondo me, che si dovrebbero intraprendere per aiutare il settore:
1. Intervento sulle Infrastrutture Viarie
La viabilità è la base del problema nelle Marche, una regione con un territorio geograficamente complesso, un’alta sismicità e una fitta rete di piccole e medie imprese nell’entroterra.
•Completamento e ammodernamento della rete stradale: Molte aree interne delle Marche soffrono di collegamenti obsoleti o incompleti. È fondamentale investire nel completamento di assi strategici, come la Pedemontana delle Marche, e nell’ammodernamento di strade provinciali e statali, rendendole più sicure e scorrevoli per i mezzi pesanti.
•Manutenzione programmata e straordinaria: La costante manutenzione delle strade esistenti è cruciale per prevenire cedimenti, frane e incidenti. Servono fondi adeguati e una pianificazione a lungo termine per garantire la percorribilità e la sicurezza.
•Potenziamento dell’intermodalità: Le Marche hanno porti (Ancona, in primis) e interporti che potrebbero essere meglio collegati alla rete stradale e ferroviaria. Sviluppare una logistica intermodale più efficiente aiuterebbe a ridurre il carico di traffico su gomma, ottimizzando i tempi e i costi di trasporto.
2. Sostegno Economico e Fiscale
Il settore è schiacciato da costi elevati e dalla concorrenza sleale, soprattutto da parte di vettori stranieri.
•Riduzione dei costi operativi: Occorre intervenire su pedaggi autostradali e accise sul gasolio, che rappresentano una parte cospicua dei costi. Meccanismi di rimborso o tariffe agevolate per le imprese locali potrebbero alleggerire il carico finanziario.
•Incentivi alla digitalizzazione e all’innovazione: Promuovere l’adozione di nuove tecnologie (veicoli a basse emissioni, sistemi di gestione della flotta, piattaforme digitali) aiuterebbe le imprese ad essere più competitive e sostenibili, riducendo i consumi e ottimizzando i percorsi.
•Contrasto alla concorrenza sleale: Attraverso controlli più stringenti e una normativa chiara, è necessario contrastare il “dumping” sociale e il cabotaggio abusivo che penalizzano le imprese italiane, che operano nel pieno rispetto delle leggi e dei contratti di lavoro.
3. Contrasto alla Carenza di Personale
La mancanza di autisti qualificati è una delle problematiche più urgenti a livello nazionale e locale.
•Rendere la professione più attrattiva: Si deve lavorare per migliorare le condizioni di lavoro e la retribuzione degli autotrasportatori. Questo include la regolamentazione e la remunerazione delle ore di attesa non retribuite e la promozione di un’immagine positiva della professione.
•Facilitare l’accesso alla professione: Il costo elevato e la complessità delle patenti professionali (CQC) e dei corsi di formazione sono un deterrente per i giovani. Servirebbero agevolazioni economiche e percorsi formativi più snelli me concreti  per incoraggiare l’ingresso di nuovi autisti nel settore.
•Formazione e riqualificazione: Creare partnership tra scuole, associazioni di categoria e aziende per percorsi di alternanza scuola-lavoro e tirocini formativi. Questo permetterebbe di preparare i giovani fin da subito alle esigenze del settore.
4. Semplificazione Burocratica
Il settore è soffocato da una burocrazia pesante che rallenta le attività e genera incertezza.
•Norme più chiare e unificate: È necessario semplificare le normative sul trasporto merci, spesso frammentate e di difficile applicazione, per alleggerire il carico amministrativo sulle aziende.
•Digitalizzazione delle procedure: L’uso di piattaforme digitali per la gestione dei documenti di trasporto, dei permessi e delle pratiche fiscali renderebbe il lavoro più efficiente e meno soggetto a errori.
In pratica  per supportare l’autotrasporto nelle Marche non bastano interventi isolati. Serve un piano strategico integrato che coniughi investimenti infrastrutturali, aiuti economici mirati, politiche per la valorizzazione del lavoro e un alleggerimento del peso burocratico. Solo così l’autotrasporto, vero e proprio motore economico della regione, potrà superare le sue difficoltà e continuare a garantire il suo ruolo vitale per il territorio.

“Il nostro impegno quotidiano, sostiene il Segretario Nazionale PMIA autotrasporto UNILAVORO, Roberto Galanti, muove le Marche: trasportiamo merci, lavoriamo per l’economia, garantiamo servizi essenziali. Chiediamo e  teniamo in forte considerazione  chi sostiene davvero il trasporto, la sicurezza sulle strade e investe in infrastrutture moderne. Insieme, per una mobilità efficiente e sostenibile. Il futuro dei trasportatori è anche il tuo futuro. Chiediamo un impegno concreto: infrastrutture moderne, attenzione alla sicurezza, supporto agli operatori del trasporto e incentivi per un trasporto più verde e innovativo.
“In ogni viaggio, fatto con passione e responsabilità (lo abbiamo visto in occasione del difficile momento della gestione del Covid dove a circolare sulle strade eravamo solo noi)  in ogni consegna, in ogni chilometro percorso, c’è la forza del nostro territorio e il lavoro di chi muove le Marche. Noi trasportatori siamo fondamentali per l’economia, per la sicurezza delle strade, e per una mobilità sostenibile. Mi piace pensare ad una regione più connessa, più efficiente, più sicura. Mi piacerebbe  una regione più connessa, sicura e al passo con i tempi.”

Avrei da dire molto altro, ma per il momento questo è abbastanza sufficiente per riflettere.

Lo slogan rivolto ai cittadini: Il futuro dei trasportatori è anche il tuo futuro.” Aiutami a continuare ad aiutarti.”

Di Admin

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