Un’Eredità di Eccellenza

Qualche mese fa, Massimo D’Alema si è espresso sull’orgogliosa eredità della sinistra italiana, rimarcando la difesa dei diritti del popolo palestinese.

Un’affermazione che, a ben guardare, non è solo un gesto di solidarietà, ma il coronamento di una gloriosa tradizione politica, una sorta di “passato nobile” che meriterebbe sicuramente un posto d’onore nei libri di storia – o, perlomeno, nei manuali di ironia.

Partiamo da Bettino Craxi, l’incontrastato maestro della legittimazione della “lotta armata” palestinese. Non solo un leader carismatico, ma un vero innovatore!

Chi mai avrebbe pensato che un Presidente del Consiglio potesse paragonare atti di terrorismo a nobili battaglie per i diritti?

Sì, perché, come dimostra la sua famosa dichiarazione in Parlamento, la lotta armata si trasforma magicamente in un simbolo di resistenza.

Impressionante, eh?

È come se oggi dicessimo che la violenza è solo una forma di espressione artistica.

Chapeau, Bettino!

Ma non possiamo dimenticarci di Aldo Moro, il cui “Lodo” è stato un perfetto esempio di come esporre l’Italia a attentati terroristici possa avere un sapore così avventuroso e romantico.

Decine di persone innocenti persero la vita a causa di un accordo che avrebbe dovuto portare alla pace. Che dire, una vera e propria lezione di geopolitica all’italiana!

Quante volte la storia ci dimostra che la pietà verso gli altri può trasformarsi in un boomerang mortale.

Enrico Berlinguer, poi.

Con il suo abbraccio caloroso a Yasser Arafat alle feste dell’Unità, ha davvero ridefinito il concetto di accoglienza.

Perché abbracciare chi ha sulla coscienza la morte di centinaia di ebrei è, senza ombra di dubbio, un gesto di grande apertura mentale.

E quando invita Saddam Hussein a lanciare gas su Israele durante la guerra del Golfo, beh, chi non vorrebbe un leader così visionario?

Certo, i dettagli sono irrilevanti in questa grande opera di amicizia tra i popoli.

E arriviamo a Massimo D’Alema, il vero erede di questa “tradizione”.

Con il suo sorriso smagliante accanto ai terroristi di Hezbollah, ha portato avanti una linea politica che fa rabbrividire.

Ma chi potrebbe biasimarlo? Dopotutto, ogni grande tradizione ha bisogno di un volto sorridente, un testimonial per le campagne di marketing dell’umanitarismo selettivo.

Perché combattere per i diritti di alcuni debba necessariamente passare sopra le sofferenze di altri?

È un concetto che si adatta perfettamente al modo di pensare di parecchi esponenti della sinistra, dove il “schifo” diventa quasi un valore.

In fondo, ci troviamo di fronte a una vera e propria celebrazione della contraddizione: da un lato, la difesa dei diritti umani; dall’altro, una storia di abbracci e appoggi a personaggi la cui vita, beh, non è esattamente caratterizzata dall’amore per il prossimo.

Ma chi siamo noi per giudicare?

Magari è tutto parte di un piano più grande, un disegno divino che ci sfugge.

La sinistra italiana, insomma, ci regala una “tradizione” schifosa anche in questo senso: una continua giustificazione di atti e parole che si rendono complici dell’orrore, mascherati da foglie di fico di ideali nobili.

Ed è proprio questo che la rende affascinante: la capacità di trasformare un eredità di sangue in un vanto.

Oh, che meraviglia!

E allora, dove ti giri, ti giri, la sinistra fa e farà sempre schifo.

Perché, si sa, il potere di ignorare i fatti è un’arte che pochi sanno padroneggiare come loro.

È schifosamente schifosa, e in questo, ahimè, trova sempre nuove leve pronte a celebrarne le gesta.

Non resta quindi che applaudire all’abilità di una parte politica che, nonostante tutti i suoi fallimenti, riesce a vendere la sua immagine come quella dei paladini della giustizia.

Sarà che alla fine, forse, la verità è davvero più strana della finzione.

Ma in fondo, perché preoccuparsi?

Basta un buon slogan, un paio di selfie con il nemico, ed ecco che la tradizione continua, bella e fiera.

Di Admin

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