
Ah, la Spagna!
Questo meraviglioso paese dell’Unione Europea ha deciso di negare le basi militari agli Stati Uniti.
Un colpo di scena incredibile, vero?
Immaginatevi Trump, con il suo iconico ciuffo e quell’espressione sfrontata, che sbotta in una delle sue riunioni di gabinetto: “Cosa?! La Spagna ci dice di no?
Gli interromperò i rifornimenti di tapas e sangria!”.
E così, in un impeto di indignazione, annuncia l’interruzione dei rapporti commerciali con il paese iberico. Perché si sa, niente è più devastante per una nazione che non ricevere patatine fritte e sangria a volontà.
Ma non finisce qui!
L’alleato storico degli americani, la Gran Bretagna, inizia a mettere in discussione l’operato degli USA e dei loro “amici” israeliani.
Chi l’avrebbe mai detto?
Magari Boris Johnson sta preparando un tè in cui scioglierà il suo disappunto.
“In fondo”, potrebbe dirgli, “ci sono cose più importanti della geopolitica, come il nostro prossimo giro di Brexit”.
E così, mentre gli inglesi riflettono sulla loro indipendenza, altri paesi dell’UE iniziano a seguire l’esempio spagnolo.
Bravo, Europa!
Finalmente, qualcosa che assomiglia a una risposta (anche se sconfitta).
E noi?
Beh, come al solito, tergiversiamo.
“Che cosa possiamo fare?”, chiede qualcuno nei corridoi di Bruxelles.
“Forse possiamo scrivere una lettera apert… no, aspetta! Stiamo lontani dalle finestre per sicurezza!”, suggerisce Tajani.
Sì, perché chiaramente i droni iraniani, con il loro design futuristico, stanno sorvolando le nostre capitali come se fossero turisti in cerca di selfie.
Davvero rassicurante.
E nel frattempo, la vita continua.
La benzina?
Alle stelle!
Non importa che tu stia guidando una Fiat Punto o una Lamborghini: il prezzo della benzina è ora un gioco d’azzardo.
Ti fermi alla pompa e speri che oggi non ti costi un rene.
E il grano?
Idem.
A quanto pare, ora i cereali sono diventati un bene di lusso.
Presto ci sarà un reality show in cui famiglie disperate fanno a gara per accaparrarsi una scatola di cornflakes a metà prezzo.
Ma in questo grandissimo casino, una sola cosa è certa: l’Unione Europea è inesistente.
Idea di politica comune?
Svanite nel nulla.
Niente coordinamento, nessuna strategia.
Solo una bella tavolata di paesi che decidono di condannare la Spagna per il suo atto di ribellione, mentre intanto ognuno corre a mettersi in salvo dal proprio vicino.
La solidarietà europea?
Un mito di cui si parla nei documentari del sabato pomeriggio.
A questo punto, ci sarebbe da ridere se non fosse tutto così tragico.
La nostra diplomazia è così debole che persino una pianta in vaso potrebbe fare di meglio.
E mentre alcuni cercano di trovare il modo di lavorare insieme, altri pensano che sia più saggio investire in barche a vela, visto che è chiaro che la navigazione in questo mare tempestoso è davvero complicata.
Proprio quando iniziamo a pensare che le cose non possano peggiorare, ecco che un nuovo evento sorprendente si palesa all’orizzonte: la Catalogna potrebbe richiedere l’autonomia dai droni iraniani.
“Se non posso avere le basi militari, almeno voglio mia autonomia dai bombardamenti!”.
E così, mentre aspettiamo che la situazione si risolva da sola – perché tutti sappiamo che il tempo guarisce ogni ferita, giusto? – il resto del mondo prosegue, ignaro della nostra confusione.
Riusciremo a trovare una posizione di coerenza?
Probabilmente no.
Nel frattempo, prepariamoci a sentire sempre più spesso frasi come: “Beh, l’Europa sta lavorando su questo!”.
È quello che dicono sempre, vero?
Nessun piano, nessuna idea, solo l’illusione che, prima o poi, si sistemerà tutto.
E quindi, mentre gran parte della popolazione si preoccupa per l’aumento dei prezzi del grano e della benzina, continuiamo a navigare in un mare di incertezze.
La Spagna fa la sua scelta, Trump risponde come un bambinetto in crisi, la Gran Bretagna si lamenta e noi, beh, ci limitiamo a tenere d’occhio il cielo per evitare quelli maledetti droni iraniani.
Ma, in fondo, che altro possiamo fare?
Forse possiamo solo sperare di ottenere un po’ di serenità nella confusione.
Ah, l’Unione Europea!
Sempre un passo indietro e mai in grado di prendere una decisione.
Eppure, noi continuiamo a crederci, come se fossimo fan di una squadra di calcio che perde sempre.
In questa strana commedia, la satira è l’unica arma che ci rimane.
Quindi, alziamo i nostri bicchieri… di sangria!
Chiudiamo questa lunga riflessione con un sorriso sarcastico e un brindisi all’inefficienza europea.
Salute!
