
L’italica inconsistenza è dimostrata in questi giorni sia sul piano interno che su quello internazionale. In
Italia sulla semplice questione di dividere i ruoli dei procuratori dai giudici, cosa risolta da tutti i Paesi del
mondo tranne che in Italia ed in Grecia, ha scatenato le solite “guerre verbali” come ci ricordava
Winston Churchill dove gli italiani trattiamo partite di calcio come guerre e guerre come fossero partite
di calcio e dove, spesso, non abbiamo ben chiaro in quale parte del campo stare.
Passando, molto spesso
e con nonchalant, facilmente dall’una all’altra sponda senza farci grossi problemi.
Si nota come le due “signore” della politica italiana evitino di prendere fortemente posizione: Meloni
per evitare, in caso di sconfitta referendaria, di doversi addossare responsabilità per il suo governo e
Schlein per evitare, anche lei in caso di sconfitta referendaria, che gli oppositori interni la facciano fuori
come è successo in soli 19 anni di vita del Partito Democratico ai suoi 11 predecessori: Veltroni,
Franceschini, Bersani, Epifani, Renzi, Orfini, di nuovo Renzi, Martina, ancora Martina,
Zingaretti e Letta.
Sul piano internazionale, nel caso specifico della guerra in Iran, anche qui le due signore impaurite se
non proprio terrorizzate cercano di camminare su un filo invisibile per evitare di prendere una posizione
chiara e precisa dove collocare il Paese che, anche qui come sul referendum, ondeggia e oscilla senza
ben sapere che pesci prendere.
Le prove di quest’indecisionismo atavico non è colpa delle due signore
ma dell’imbelle, inetto e pavido modo di pensare di fare politica che, soprattutto a livello internazionale,
può definitivamente emarginarci in quanto respinti da tutti gli altri schieramenti.
Nel merito notiamo le
prese di posizione dai giornali nostrani che, per fortuna quasi nessuno compra direttamente in quanto
li compra indirettamente col finanziamento pubblico dalle nostre tasse, si dividono nell’esaltare ora
questo e ora quello.
Come al solito facciamo di cose molto serie come questa del tifo calcistico sulle
dichiarazioni di Pedro Sánchez che, su tutti i quotidiani, viene omessa la sua appartenenza politica:
socialista.
Parola proibita in Italia da decenni.
Orbene ci fu qualcuno in Italia che, in due occasioni, nel caso di Sigonella e in quello di El Dorado
Canyon fece molto di più.
Con Sigonella obbligò un certo Ronald Reagan, con la forza, a richiamare
la famosa Delta Force per far rispettare la sovranità nazionale sul nostro territorio e con El Dorado
Canyon, sempre con Reagan, a salvare la vita a Muammar Gheddafi non certo per fini filantropici ma
per ben precisi interessi nazionali come le nostre forniture di petrolio e gas.
Chi aspira a governare deve sapere che, spesso, deve “decidere” ma da noi chi è in grado di decidere?
