Giovani al centro non è uno slogan: è una scelta politica”.

Con questa forte affermazione Federica Nobilio ha riacceso i riflettori su un tema che da troppo tempo rischia di rimanere confinato tra discorsi vuoti e convegni episodici: il disagio giovanile.

L’iniziativa “Giovani al Centro – dal vuoto alle opportunità”, tenutasi a Villa Altieri, non è stata soltanto un incontro formale, ma un vero e proprio segnale politico, un appello all’azione concreta rivolto a istituzioni, esperti, e a tutta la comunità di Albano Laziale.

Il disagio non si risolve solo con le parole.

Serve costruire alternative vere: Spazi di aggregazione, Punti di ascolto accessibili, Sport e cultura per tutti.

Una città viva anche la sera, con una movida sana e rispettosa Perché una città che si spegne lascia soli i suoi ragazzi.

La serata, condotta con sensibilità e rigore dalla giornalista Veronica Passaretti, ha mostrato in modo chiaro quanto il problema del disagio adolescenziale sia complesso ma soprattutto urgente e meriti risposte integrate e durature.

Non più solo analisi e discorsi, ma un impegno condiviso per capire e agire.

Come ha sottolineato con forza la stessa Nobilio, “i giovani non chiedono giudizi o parole vuote, chiedono presenze reali, ascolto, e soprattutto azioni concrete.

La politica deve tornare a fare la sua parte, mettendo al centro priorità che riguardano il futuro di tutti”.

Il fulcro della riflessione è stato il libro “Adolescenti sottovuoto” del Prof. Emanuele Caroppo, vero e proprio faro nell’illuminare le sfumature di un disagio spesso nascosto dietro silenzi e incomprensioni. Caroppo ha evidenziato un punto fondamentale: “I ragazzi non sono il problema, ma il sintomo di un cambiamento più profondo e collettivo.

Replicare con repressioni o superficialità significa ignorare la possibilità di ripartire proprio dai segnali che essi ci lanciano”.

Questa prospettiva ha aperto un confronto diretto sulle responsabilità di tutti, dagli adulti alle istituzioni, chiamate a costruire una rete di sostegno solida e concreta.

Dal versante istituzionale, il Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, ha rilanciato l’urgenza di considerare la salute mentale dei giovani come una priorità inderogabile.

Servono investimenti forti nei servizi di prevenzione e un rafforzamento della rete territoriale che possa intercettare i bisogni prima che si trasformino in emergenze sociali.

Un messaggio che trova eco nelle parole di Fabio Sabbatani Schiuma, ex Consigliere di Roma Capitale, il quale ha messo in evidenza come il disagio spesso tragga origine dal vuoto relazionale e dall’assenza di comunità.

Per questo “serve una nuova visione urbana che generi spazi di aggregazione, relazione e opportunità, specialmente per i giovani”.

Sul ruolo cruciale delle amministrazioni locali si è soffermato anche Ippazio Aradeo, sottolineando come i comuni debbano tornare ad essere presidi educativi sul territorio.

Solo attraverso un coinvolgimento diretto e tempestivo sarà possibile cogliere i segnali più sottili di disagio e agire efficacemente prima che questi diventino problemi irrisolvibili.

Un monito che vuole spronare le istituzioni a uscire dalla logica emergenziale per abbracciare una strategia preventiva e inclusiva.

L’intervento conclusivo di Massimo Ferrarini, candidato Sindaco di Albano Laziale, ha riassunto il senso profondo dell’iniziativa: “Una comunità che lascia soli i giovani è una comunità che rinuncia al proprio futuro.

Non possiamo permettere che le fragilità vengano ignorate o marginalizzate.

Le politiche devono combinare opportunità reali e sostegno, costruendo un ambiente in cui ogni giovane possa sentirsi accolto e valorizzato”.

La partecipazione numerosa e attenta dei presenti ha confermato quanto sia sentito e urgente questo tema.

“Giovani al Centro” ha così rappresentato un momento di svolta, capace di andare oltre il semplice dibattito e diventare una vera chiamata all’azione.

Riportare i giovani al centro non è dunque un puro slogan elettorale, ma un impegno politico che richiede coraggio, visione e soprattutto continuità nel tempo.

Solo attraverso una collaborazione reale fra istituzioni, esperti e comunità sarà possibile trasformare il disagio in opportunità, dando ai ragazzi gli strumenti e le risorse per costruire un futuro autenticamente loro, ma che appartiene a tutta la società.

Albano Laziale, con questa iniziativa, ha mostrato la via: un modello da seguire e da ampliare, perché mettere i giovani al centro significa investire nel cuore stesso della nostra convivenza e nel domani di tutti noi.

Di Admin

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