
Cari amici, care amiche,
sindaci, forze dell’ordine, forze sociali, rappresentanti delle istituzioni, colleghi imprenditori, autisti, lavoratrici e lavoratori,
ancora una volta, il Primo Maggio ci riunisce sotto un unico grande ideale: il valore del lavoro quale pilastro fondamentale della nostra Repubblica e della nostra democrazia.
Questo giorno, più che una semplice ricorrenza, è un’occasione viva per riflettere insieme su quale futuro vogliamo costruire per il lavoro in Italia, e in particolare nel nostro settore cruciale, l’autotrasporto.
Il lavoro dignitoso nell’autotrasporto rappresenta la realtà concreta di migliaia di persone che ogni giorno affrontano le strade del nostro Paese e d’Europa.
Dietro ogni chilometro percorso c’è l’impegno costante di autisti professionisti, di aziende rigorose che rispettano normative stringenti, investono in formazione continua, sicurezza sul lavoro, assicurazioni e controlli puntuali.
È un lavoro spesso silenzioso ma essenziale, che muove la nostra economia e sostiene la vita quotidiana di milioni di persone.
Tuttavia, viviamo una crisi profonda e strutturale che non possiamo più ignorare.
L’aumento vertiginoso dei costi del gasolio, dei pedaggi autostradali e delle assicurazioni gravano pesantemente sulle imprese, mentre i ricavi restano stagnanti o calano a causa di gare al massimo ribasso e complicati intrecci di subappalti che mortificano chi lavora davvero.
Questa crisi non chiede elemosina, ma soluzioni concrete, regole chiare e certe, che garantiscano un mercato sano e competitivo, basato sul rispetto delle norme e sulla tutela del lavoro onesto.
Non possiamo più tollerare che chi viola le regole di sicurezza o concorrenza sia premiato, mentre chi si impegna con responsabilità venga penalizzato. Serve una regolamentazione trasparente e rigida, un impegno serio da parte di tutti: committenti, aziende di trasporto, istituzioni.
Non vogliamo assistenzialismo, ma un sistema equo in cui il lavoro venga pagato dignitosamente, dove la sicurezza sia un diritto e non un costo da tagliare.
Per questa ragione, lanciamo un appello forte e chiaro al Governo, alle Regioni, ai Comuni, alle grandi committenze pubbliche e private.
È tempo di prendere sul serio l’intera filiera dell’autotrasporto, di abbandonare provvedimenti simbolici che non incidono sui problemi reali.
Vogliamo misure efficaci che restituiscano agli imprenditori e ai lavoratori del settore dignità e condizioni operative corrette, una regolamentazione certa, un’organizzazione del lavoro sostenibile e, soprattutto, fiducia nell’azione delle istituzioni.
Il Primo Maggio è anche un momento di memoria dolorosa: le stragi sul lavoro sono un monito che ci impone di mettere la sicurezza al centro di ogni scelta.
Ogni incidente, ogni infortunio grave, ogni vita persa sulle nostre strade è un campanello d’allarme che non possiamo più ignorare.
Investire in formazione, in mezzi moderni e sicuri, in controlli veri e rigorosi, nel rispetto dei tempi di guida e di riposo, significa proteggere la dignità del lavoro e la vita stessa delle persone.
La sicurezza non è una spesa da tagliare, ma un investimento imprescindibile per un futuro sostenibile e umano.
A voi, autisti, addetti alla logistica, imprenditori, collaboratori, va il nostro messaggio più sentito. Continuate con orgoglio a rifiutare il lavoro nero e la concorrenza sleale, a non accettare “si fa così perché si è sempre fatto”. Voi siete il cuore pulsante dell’economia italiana, il motore che fa muovere il nostro Paese.
La vostra voce è potente: usatela per rafforzare la nostra rappresentanza, per far valere i vostri diritti e promuovere un lavoro giusto, rispettato e tutelato. Restiamo uniti, restiamo organizzati, e non smettiamo mai di pretendere rispetto, regole chiare e un futuro degno di questo nome.
Infine, rivolgiamo un invito all’unità a tutti gli attori sociali: imprese, sindacati, istituzioni. Basta con divisioni formali o interessi particolari che frenano il progresso.
È il momento di unire le forze in un’azione politica, culturale e pratica condivisa, per costruire un sistema in cui chi lavora con onestà e responsabilità venga premiato, non penalizzato.
Non siamo qui solo per celebrare il lavoro, ma per rivendicarlo, difenderlo e rilanciarlo con energia rinnovata.
Il Primo Maggio è molto più di una memoria: è una promessa per il futuro.
Un futuro in cui il trasporto, il lavoro, la sicurezza e la dignità saranno al centro di ogni scelta economica, sociale e politica.
Insieme, possiamo costruire un’Italia più giusta, più forte e più solidale, dove il lavoro non sia mai più un sacrificio, ma un diritto e una conquista condivisa.
Buon Primo Maggio a tutte e a tutti, con entusiasmo, passione e determinazione!
