OPPURE VA RIVISTA E CORRETTA!
Di questo argomento ne parlai a lungo con David Sassoli allora Presidente del Parlamento Europeo.
Progettare una nuova Europa è essenziale per affrontare le sfide geopolitiche e economiche attuali, come il disimpegno USA dall’Ucraina e i dazi protezionisti di Trump, che richiedono maggiore autonomia strategica.

Nel contesto del 2026, con un ordine mondiale in sfaldamento, l’UE deve rafforzare la propria indipendenza per garantire pace, competitività e sicurezza senza dipendere da potenze esterne.
Autonomia Geopolitica
L’Europa deve sviluppare una difesa comune e un coordinamento militare per non dipendere dalle scelte USA, specialmente dopo il ritiro di sostegno all’Ucraina, investendo in tecnologie e politica estera incisiva.
Questo include risposte ferme ai dazi americani, come tassare le big tech USA al 15%, per affermare l’autonomia economica e politica.
Competitività Economica
È urgente completare il mercato unico entro il 2028, integrare i mercati dei capitali e ridurre la burocrazia per abbattere barriere interne e rilanciare la crescita, con Von der Leyen pronta a cooperazione rafforzata se necessario.
Proposte come autonomia industriale, indipendenza energetica (nucleare e rinnovabili) e nuovi accordi commerciali (es. Mercosur) mirano a eliminare dipendenze da materie prime e fornitori esterni.
Riforme Istituzionali
La governance UE va modificata per superare veti nazionali, con sanzioni a chi mina l’unità (es. pro-Russia), e attuando il Piano Draghi per un bilancio comune ambizioso e unione fiscale solida.
Riforme sono cruciali per allargamenti futuri e decisioni a maggioranza in politica estera, evitando paralisi istituzionali.
Sostenibilità e Sicurezza
Rivedere il Green Deal per renderlo realistico, proteggendo competitività e posti di lavoro, mentre norme contro interferenze digitali e disinformazione tutelano la democrazia.
L’obiettivo è un’Europa unita che promuova pace, benessere e valori in un mondo multipolare.
Le proposte concrete per una difesa comune europea si concentrano su iniziative prioritarie della Commissione UE, come il Libro bianco sulla prontezza alla difesa 2030 e la roadmap per il 2030, per colmare lacune in capacità critiche e accelerare la produzione industriale.
Queste misure mirano a mobilitare 800 miliardi di euro dagli Stati membri, promuovendo appalti congiunti e coalizioni volontarie entro il 2026.
Iniziative Faro
La roadmap UE prevede quattro progetti prioritari da lanciare entro marzo 2026: Iniziativa europea per la difesa con droni,
Osservatorio del fianco orientale, Scudo aereo europeo e Scudo spaziale per la difesa, con operazioni operative entro il 2027-2028.
Questi includono prefinanziamenti SAFE e bandi EDIP per appalti comuni, con l’obiettivo di almeno il 40% di acquisti collaborativi entro il 2027.
Coalizioni di Capacità
Entro il primo trimestre 2026, gli Stati membri devono formare coalizioni guida in nove aree: difesa aerea/missilistica, droni/antidroni, artiglieria, munizioni, cibersicurezza/IA/guerra elettronica, combattimento terrestre/marittimo/aereo e mobilità militare.
L’Agenzia Europea della Difesa (EDA) coordina, garantendo contratti entro il 2028 e monitoraggio industriale dal 2026.
Finanziamenti e Strumenti
Il piano ReArm Europe attiva la clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità per 650 miliardi di euro extra e lo strumento SAFE da 150 miliardi per droni, missili e cibersicurezza.
Si propone un fondo unico europeo per sostituire budget nazionali, eurobond per progetti come Iron Dome europeo, e flessibilità EIB per prestiti privati.
Mobilità e Riforme
Entro fine 2026, identificazione di corridoi militari UE-NATO per spostamenti rapidi, con norme armonizzate e rete di rotte entro il 2027.
Proposte aggiuntive includono Forza di Dispiegamento Rapido da 100.000 unità entro 5 anni, Commissario alla Difesa e competenze esclusive UE entro 10 anni.
