“Sono io il mandante dell’attentato a Ranucci.

Volevo fargli aumentare la scorta” Ah, finalmente una confessione che ci mancava per rendere le nostre giornate meno noiose!

Nel corso di un emozionantissimo interrogatorio carcerario al mitico Rebibbia, l’imprenditore Michele

Lavitola ha deciso di svelare al mondo intero il suo piano geniale dietro l’attentato al giornalista Ranucci.

Non si trattava affatto di un gesto crudele, malvagio o cinico: no, no. Il buon Michele ha ammesso candidamente che il suo “mandato” era mosso da un’alta e nobile ragione – anzi, più di una: voleva tutelare l’incolumità del conduttore e, soprattutto, fargli aumentare la scorta.

Che magnanimità!

Grazie alle parole del suo avvocato, Sergio Cola, arrivano queste perle di saggezza direttamente all’orecchio dei cronisti, che ovviamente hanno tenuto a precisare che, sull’eventuale consapevolezza di Ranucci, si riserva un disciplinato e roboante “no comment”.

Forse per non turbare l’immagine del povero Ranucci, ignaro della sua nuova, micidiale protezione stagionale.

Adesso, mettetevi comodi, cari spettatori di questa tragicommedia tutta italiana, perché il meglio deve ancora venire.

Se Lavitola ha già aperto il vaso di Pandora, non sorprenderebbe affatto che la prossima tappa sia la sua confessione anche sulla reale consapevolezza di Ranucci.

Insomma, tutto sembra pronto per una puntata speciale in cui potremmo scoprire che Ranucci, lungi dall’essere una vittima incolpevole, potrebbe aver orchestrato tutto in un gioco di spie, scorte e drammi con più colpi di scena di una fiction Rai in prima serata.

La domanda sorge spontanea: ma perché mai un imprenditore di tale levatura si sarebbe così premurato di far lievitare la sicurezza di un giornalista?

Forse era stanco delle solite scene di drammi mediatici e ha deciso di passare “all’azione protettiva”?

O forse, più semplicemente, voleva evitare che Ranucci pestasse i piedi proprio a lui… e quale modo migliore per garantirsi un occhio di riguardo se non un piccolo “attentato simbolico”, tanto per fare il pieno di bodyguard?

Non possiamo non apprezzare l’ironia della situazione – un attentato pianificato per proteggere la vittima, quasi come se il pericolo fosse la chiave magica per avere una scorta degna di un VIP.

È un po’ come dire: “Ti sparo addosso così impari a prenderti cura di te stesso”, una strategia di marketing della sicurezza personale che meriterebbe un premio Nobel per la coerenza…

E poi, c’è la suspense finale.

Cosa dirà Ranucci?

Sarà felice per questo aumento di protezione o, più probabilmente, rimarrà scioccato dal fatto che qualcuno gli abbia cucinato questo teatrino sotto il naso?

A quanto pare, la verità è come quei film gialli dove ogni colpo di scena ti fa saltare dalla sedia e dove, inevitabilmente, il popcorn diventa l’accessorio imprescindibile per sopravvivere fino alla fine.

Quindi, amici miei, preparate i vostri snack, sistematevi sul divano e tenete d’occhio le prossime puntate di questa saga che promette scintille.

Forse scopriremo che Lavitola è il nuovo eroe mascherato del giornalismo, pronto a tutto pur di garantire una scorta al suo beniamino.

O forse, semplicemente, siamo di fronte all’ennesima pagina di storia italiana che unisce sarcasmo, ironia e un pizzico di follia.

Sorridiamo, dunque, alla follia del mondo, che quando meno ce lo aspettiamo, sa raccontarci storie talmente incredibili da sembrare una barzelletta.

Ma attenzione: questa è la realtà.

E noi siamo qui, spettatori privilegiati, con i popcorn in mano e un sorriso beffardo sulle labbra. Benvenuti nel grande teatro dell’assurdo italiano, dove anche un attentato può essere un gesto d’amore – o quantomeno, di tutela.

Aspettiamo tutti con ansia il prossimo atto, perché con Lavitola in scena, lo show è appena cominciato!

Di Admin

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