Potere al Di Sopra dell’Informazione

Negli ultimi anni, il panorama mediatico italiano ha mostrato sempre più chiaramente l’esistenza di un gruppo ristretto e organizzato di giornalisti riconducibili a un’identità politica di sinistra radicale, che operano come una vera e propria “setta” con obiettivi che vanno ben oltre la semplice informazione.

Questo gruppo, che potremmo definire la “Setta dei Giornalisti di Sinistra”, sembra avere come fine ultimo non la ricerca della verità o il pluralismo informativo, bensì la conquista e il mantenimento del potere politico, senza scrupoli e a scapito della credibilità del servizio pubblico e dell’informazione libera.

### La Setta e il Tentativo di Influenzare la Presidenza della Repubblica

Un esempio emblematico di questa strategia si è visto nel recente processo di elezione del Presidente della Repubblica.

Per settimane – se non mesi – sui principali organi di informazione vicini a questa “setta” fu proposta insistentemente la candidatura di figure come la giornalista Bianca Berlinguer, e in particolare Lucia Annunziata e Milena Gabanelli, entrambe di Rai3 e da lungo tempo considerate simboli di un’informazione schierata e ideologicamente orientata.

La loro promozione non era motivata da capacità o consenso reale, ma dall’appoggio convinto della cerchia di giornalisti e intellettuali progressisti che vedevano in esse dei garanti del progetto politico in atto.

Nel contempo, durante il Conclave parlamentare per la scelta del Capo dello Stato, la “setta” sostenne con enfasi tre cardinali praticamente sconosciuti e senza alcuna reale possibilità di ottenere consensi sostanziali.

Questi nomi risultarono graditi esclusivamente all’ala comunista e radicale del mondo politico e mediatico, confermando così come la “setta” abbia tentato di influenzare l’esito elettorale con liste di personaggi a proprio uso e consumo, anziché con scelte condivise e di compromesso.

### Il Puzzle del Potere: Dal Colle alla Presidenza del Consiglio

La dinamica di controllo del potere passa per più livelli.

Non sorprende quindi scoprire che un altro esponente di rilievo della “setta” mirava senza mezzi termini alla Presidenza del Consiglio. Questa ambizione evidenzia un disegno unitario in cui l’informazione non è più neutrale o indipendente, ma funzionale all’assunzione diretta del comando politico da parte di un’élite giornalistica di sinistra.

Un’inquietante sinergia che mina i principi democratici, trasformando i media in strumenti di propaganda, e gli stessi giornalisti in veri e propri attori politici.

### La Campagna Referendaria: Propaganda o Informazione?

Durante il referendum sulla Giustizia, siamo stati testimoni di un’altra scena paradigmatica.

La “setta” ha fatto convergere tutte le sue energie in una campagna basata su una serie di informazioni distorte e talvolta apertamente false, con lo scopo di orientare il voto verso il “NO”.

In questo caso, il ruolo tradizionalmente affidato ai giornalisti – quello dell’informazione critica ma onesta – è stato completamente rinnegato. La diffusione sistematica di fake news, l’enfatizzazione delle notizie più adatte a sostenere la linea politica della sinistra radicale, e la negazione di punti di vista alternativi hanno dimostrato come la “setta” sia ormai pronta a sacrificare la veridicità sull’altare del potere.

Non è un caso che in molte occasioni i membri di questa cerchia abbiano ignorato o minimizzato scandali e problematiche interne alle forze politiche di sinistra, concentrandosi esclusivamente sulle critiche agli avversari.

### La Maschera Cade: Dalla Informazione alla Propaganda

Se fino a qualche tempo fa si poteva discutere della parzialità o dell’inclinazione politica di determinati giornalisti, oggi invece è chiaro che si tratta di qualcosa di molto più strutturato e organizzato: una vera e propria macchina di propaganda.

La “setta” non si limita a fornire un’informazione di parte, ma ha abbandonato definitivamente il terreno del giornalismo per diventare un esercito di diffusori di idee calibrate, atte a costruire consenso e a esercitare il potere in maniera diretta.

Le testate e le reti coinvolte sono molteplici e includono importanti realtà come Rai3, ma anche parte di Rai1, la trasmissione Report, La7, Open, Repubblica, La Stampa, Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Avvenire e altre testate che dovrebbero garantire pluralismo e approfondimento.

La presenza in queste realtà di elementi appartenenti a questa “setta” crea una rete capillare che condiziona pesantemente l’agenda politica e mediatica italiana.

### Conseguenze per la Società e la Democrazia

Questa deriva ha effetti deleteri non solo sulla qualità dell’informazione, ma sull’intero sistema democratico del nostro Paese.

Se i cittadini non ricevono informazioni equilibrate e corrette, non possono formarsi opinioni consapevoli né partecipare pienamente ai processi decisionali.

Anzi, la manipolazione dell’informazione può portare a polarizzazioni estreme, sfiducia nelle istituzioni e nell’intero sistema mediatico, fino a minare le basi stesse della convivenza civile.

Per questo motivo, è urgente che si ponga fine al dominio informativo di questa “setta”, favorendo un ritorno al giornalismo indipendente e pluralista, che metta al centro la verità e l’interesse collettivo, evitando che l’informazione diventi mero strumento di potere e propaganda. ### Conclusione

La “setta” dei giornalisti di sinistra rappresenta una minaccia concreta alla libertà e alla qualità dell’informazione in Italia.

La sua strategia è chiara: utilizzare il controllo mediatico per guidare e mantenere il potere politico puro, al di là di ogni principio etico e deontologico.

È fondamentale che la società civile, le istituzioni e gli stessi professionisti dell’informazione ne prendano coscienza, rilanciando un giornalismo autentico, imparziale e al servizio della democrazia.

Solo così sarà possibile respingere un progetto che rischia di trasformare il giornalismo da “quarto potere” a mera “torre di controllo” di un’élite autoreferenziale.

Di Admin

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