## Venezia-Lazio 0-2 ###

LAZIATA PREMEDITATA EVITATA, SIAMO PRIMI AHAHAHAH

Signore e signori, la Lazio torna da Venezia con tre punti, due gol, una porta inviolata e soprattutto con la consapevolezza che, almeno per una sera, il campionato ha deciso di smettere di prenderci a schiaffi. Una vittoria sporca, cattiva, a tratti elegante e a tratti talmente confusionaria da sembrare un piano criminale organizzato da persone che hanno dimenticato di convocare il commercialista.

La laziata era nell’aria. Si sentiva. Aleggiava sul lagunare come una nebbia tossica: un passaggio sbagliato, un controllo orientato verso il nulla, un attaccante veneziano lasciato libero in area e tutti pronti a pronunciare il fatidico “eh, vabbè, era scritto”. Invece no.

Questa volta la Lazio ha deciso di sovvertire il copione, di rifiutare la tragedia annunciata, di evitare il solito harakiri da squadra che ha appena scoperto il calcio.

E quindi siamo primi. AHAHAHAHAH.

Non sappiamo per quanto, non sappiamo con quale diritto, non sappiamo neanche bene come, ma intanto guardiamo tutti dall’alto.

È una sensazione bellissima, quasi illegale.

Come entrare in un ristorante senza prenotazione e scoprire che il tavolo migliore è libero.

Godiamocela finché dura, perché conosciamo perfettamente il nostro rapporto con la stabilità emotiva.

— ## Mandas — 8 ###

QUESTA PARTITA È NEL SUO SEGNO. CHRISTO Quando la partita decide di trasformarsi in una celebrazione religiosa del portiere, il protagonista non può che essere Mandas. Para, respinge, trasmette sicurezza e soprattutto fa quella cosa fondamentale che nel calcio viene spesso sottovalutata: impedisce agli avversari di segnare.

Una prestazione talmente solida da far pensare che dietro la porta ci fosse direttamente un’icona sacra. Mandas non ha semplicemente giocato bene: ha protetto la Lazio dagli spettri della laziata, dai fantasmi del pareggio e dal consueto gol subito su azione apparentemente innocua. Ogni intervento sembrava dire: “No, oggi non vi permetto di rovinare tutto”.

E noi, umili fedeli, abbiamo ascoltato. CHRISTO.

— ## Floriani Mussolini — 5 ### ERRORE INGENUO DA GIOVANE, MA L’INCIAMPO È STATO GRAVE. NON ARRIVAVANO IN ORARIO Partita complicata per Floriani Mussolini, che si presenta all’appuntamento con la gara evidentemente in ritardo. Non un ritardo elegante da “scusate, traffico”, ma proprio quello di chi arriva quando gli altri hanno già sparecchiato.

L’errore è ingenuo, sì, perché arriva da un ragazzo giovane. Però resta grave, anche perché in certe partite basta una distrazione per spalancare le porte al dramma, alla disperazione e ai commenti scritti d’impulso sui social con la grammatica ormai completamente dissolta.

Per il resto, prova di sofferenza, attenzione intermittente e qualche momento in cui sembrava cercare indicazioni stradali per ritrovare la posizione. Non è una bocciatura definitiva, ma oggi l’orologio tattico segnava un altro fuso orario. NON ARRIVAVANO IN ORARIO.

— ## Sutalo — 7 ###

PARTITA PERFETTA, TIENE IN PIEDI LA LAZIO DIFENSIVAMENTE Sutalo ha giocato una partita da difensore vero: concentrato, fisico, presente, con l’aria di chi ha deciso che nessuno avrebbe passato il confine senza mostrare i documenti. Tiene in piedi la Lazio nei momenti in cui la squadra si abbassa, si allunga e rischia di diventare una collezione di singoli individui impegnati in attività differenti. Legge le situazioni, interviene con puntualità e soprattutto non va nel panico quando il pallone comincia a viaggiare nei pressi dell’area. Partita perfetta?

Sì, perché in una serata in cui la Lazio avrebbe potuto complicarsi la vita con metodo e dedizione, Sutalo ha rappresentato il reparto adulto della famiglia.

Una diga. Una certezza. Un uomo che probabilmente, durante le fasi più confuse, stava pensando: “Va bene, faccio tutto io”. —

## Provstgaard — 5,5 ### IMPRECISO TUTTA LA PARTITA. DORMIGLIONE Provstgaard vive una serata difficile, di quelle in cui il corpo è in campo ma la mente sembra ancora sotto le coperte. Sbaglia movimenti, interventi e letture, perdendosi spesso l’attaccante come se avesse accettato di giocare a nascondino senza avvertire i compagni.

Il problema non è soltanto l’errore tecnico, ma la sensazione generale di essere costantemente mezzo secondo indietro rispetto all’azione. Quando l’avversario parte, lui sembra prima dover ricevere una notifica. Quando la palla arriva, lui pare aspettare la conferma via email.

DORMIGLIONE. La sufficienza non arriva, ma nemmeno il disastro totale: in qualche modo la Lazio sopravvive e lui porta a casa una valutazione che ha il sapore del “per questa volta non ne parliamo più”. —

## Nuno — 7 ###

QUANTO È BELLO QUANDO GIOCHI A CALCIO. GASI Nuno quando gioca così è uno spettacolo. Ha ritmo, personalità, qualità e quella voglia di fare calcio che ogni tanto sembra un concetto rivoluzionario in una squadra che ama complicare anche i passaggi di tre metri. Corre, si propone, accompagna l’azione e soprattutto sembra divertirsi.

Che già questo, nella Lazio, è un evento da segnalare all’UNESCO. Quando prende fiducia diventa difficile da contenere, perché non si limita a eseguire: prova, inventa, accelera. GASI. La sua partita è esattamente ciò che si chiede a un giocatore di fascia o di raccordo: presenza, intensità e un pizzico di sana incoscienza. Quella necessaria per non trasformare ogni possesso in una riunione condominiale.

— ## Belahyane — 6,5 ###

ALTRA BELLA PARTITA DOVE NON HA PAURA, SI MANGIA UN GOL Belahyane continua a mostrare una qualità sempre più rara: non ha paura. Riceve, si gira, cerca la giocata e non si nasconde nemmeno quando la partita sembra pronta a divorare il primo malcapitato disponibile. Anche stavolta disputa una bella partita, con personalità e coraggio. Peccato per il gol mangiato, che grida vendetta e probabilmente verrà riproposto in sogno per le prossime tre settimane. Era una di quelle occasioni in cui il pallone sembra dirti: “Segnami e diventi l’eroe”. Lui ha risposto: “No grazie, preferisco lasciare suspense”. Resta comunque una prova positiva. La crescita si vede e, soprattutto, si vede la voglia di incidere. Il gol arriverà. Speriamo prima della pensione. — ## Frattesi — 5,5

### NON SI FA VEDERE MAI, SBAGLIA ALCUNE GIOCATE. STASERA SUPERFICIALE

Serata abbastanza anonima per Frattesi, che attraversa la partita con la discrezione di uno spettatore entrato allo stadio senza biglietto. Non si fa vedere abbastanza, non riesce a incidere e quando prova a intervenire sbaglia alcune giocate che sembrano semplici, ma che evidentemente quella sera richiedevano un master universitario. SUPERFICIALE. Il problema è che dalla sua posizione ci si aspetta presenza, corsa, inserimenti e una certa capacità di mordere la partita. Invece resta spesso ai margini, come se avesse paura di disturbare. Una serata da archiviare rapidamente, possibilmente senza riguardare gli highlights personali. Anche perché rischierebbero di durare meno della pubblicità prima del video. — ## Taylor — 6,5

### SI GUADAGNA UN RIGORE DA SOLO, BELLA PARTITA.

BUONA CONVOCAZIONE Taylor si procura un rigore praticamente con le proprie mani, le proprie gambe e probabilmente anche con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

È bravo a cercare il contatto, a entrare nella zona pericolosa e a costringere l’avversario a prendere una decisione pessima.

Bella partita, fatta di movimento, applicazione e qualche spunto interessante. Non sempre trova la giocata perfetta, ma almeno ci mette iniziativa, che è già una forma di

Di Admin

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