Anche questa sera una sala piena, partecipe, attenta.

Una sala in cui si è respirata un’energia concreta, fatta di domande, proposte, preoccupazioni e soprattutto di una grande voglia di parlare di Roma.

Alla Balduina abbiamo proseguito il percorso iniziato ieri a Prati: incontrare i quartieri, ascoltare chi li vive ogni giorno e confrontarci apertamente sui problemi e sulle prospettive della nostra città.

Non incontri calati dall’alto, non appuntamenti costruiti soltanto per raccontare una posizione politica, ma occasioni vere di dialogo.

Perché Roma non si governa dai palazzi, né attraverso slogan lontani dalla realtà.

Roma si governa stando tra le persone, guardando negli occhi i cittadini e affrontando con serietà le difficoltà quotidiane.

La partecipazione di questa sera ci consegna un messaggio chiaro: i romani hanno voglia di essere ascoltati.

Vogliono tornare a sentirsi protagonisti delle scelte che riguardano i loro quartieri, le loro strade, i loro servizi, la loro sicurezza e la qualità della vita.

Vogliono una politica capace di esserci, non soltanto durante le campagne elettorali, ma ogni giorno.

Una politica che sappia raccogliere le esigenze concrete e trasformarle in un progetto credibile per il futuro.

La Balduina, come Prati, è un quartiere ricco di storia, identità e comunità.

È un territorio vivo, con grandi potenzialità, ma anche con problemi che non possono più essere ignorati.

La manutenzione delle strade e dei marciapiedi, il decoro urbano, la sicurezza, il traffico, la mobilità, la gestione dei rifiuti, la tutela del commercio di prossimità e l’attenzione alle persone più fragili sono temi che riguardano direttamente la vita delle famiglie.

Ogni quartiere di Roma ha le proprie caratteristiche, le proprie priorità e le proprie esigenze.

Ma c’è un elemento comune: la distanza tra ciò che i cittadini chiedono e ciò che l’amministrazione riesce a realizzare.

Questa distanza deve essere colmata.

E può essere colmata soltanto attraverso un rapporto costante con il territorio.

Per questo voglio ringraziare Antonello Aurigemma, Francesco Storace, Gianni Sammarco, Felice Bengardino e Gianuario Marotta per il contributo, la disponibilità e la passione con cui hanno partecipato a questo incontro.

Il loro impegno e la loro esperienza rappresentano un valore importante per costruire un confronto serio e articolato sul futuro della nostra città.

Ma il ringraziamento più grande va soprattutto alle tante persone che hanno scelto di esserci

. A chi è intervenuto, a chi ha ascoltato, a chi ha posto domande, a chi ha condiviso una proposta o raccontato un problema.

La politica ha senso quando riesce a dare voce a queste esperienze e quando trova il coraggio di affrontarle senza semplificazioni e senza alibi.

La presenza di così tante persone dimostra che Roma non è rassegnata.

Dimostra che esiste una domanda forte di cambiamento.

Un gruppo di persone si incontra all'aperto, scambiandosi strette di mano e sorrisi, in un contesto informale con alberi e edifici sullo sfondo.

Dimostra che i cittadini non vogliono arrendersi a una città amministrata senza una visione complessiva, senza una strategia e senza la capacità di stabilire delle priorità.

Contrastare e battere Gualtieri è possibile.

È possibile perché la sua idea di città sta mostrando tutti i suoi limiti.

Un modello che sembra troppo spesso concentrarsi su provvedimenti ideologici e scelte presentate come moderne, ma che nella vita quotidiana rischiano di tradursi in disagi, costi e difficoltà per i cittadini.

Roma non può diventare una città ostaggio della ZTL, delle restrizioni alla mobilità e di una rete di piste ciclabili realizzata senza un progetto organico e senza tenere conto delle esigenze complessive del territorio.

La mobilità sostenibile è un obiettivo importante, ma non può essere perseguita mettendo in difficoltà lavoratori, famiglie, anziani, persone con disabilità, commercianti e tutti coloro che hanno bisogno dell’automobile per muoversi.

Una città moderna non è quella che impone divieti senza offrire alternative.

Una città moderna è quella che garantisce trasporti pubblici efficienti, frequenti, sicuri e accessibili.

È quella che collega davvero le periferie al centro.

È quella che consente a chi lavora di raggiungere il proprio posto di lavoro senza affrontare ogni giorno ore di traffico e disagi.

È quella che protegge il commercio, valorizza i quartieri e costruisce una mobilità capace di conciliare ambiente, libertà di movimento e sviluppo economico.

Roma deve tornare a essere vivibile.

E per farlo occorrono scelte concrete, non soltanto annunci.

Occorre una manutenzione ordinaria programmata e continua.

Occorre intervenire sulle strade dissestate, sui marciapiedi pericolosi, sull’illuminazione insufficiente e sulle aree verdi abbandonate.

Occorre garantire una raccolta dei rifiuti puntuale, efficace e trasparente.

Occorre rafforzare la sicurezza urbana, sostenere le attività commerciali e restituire decoro agli spazi pubblici.

Occorre anche cambiare il metodo di governo.

Un’amministrazione deve conoscere i territori prima di decidere per loro.

Deve ascoltare i municipi, i comitati, le associazioni, gli esercenti, le famiglie e le realtà sociali.

Deve riconoscere che le soluzioni non possono essere uguali per ogni quartiere e che la qualità della vita dipende spesso da interventi apparentemente piccoli, ma decisivi: una strada sistemata, una fermata più sicura, un parco curato, un attraversamento pedonale illuminato, un servizio pubblico che funziona.

Questo è il metodo con cui vogliamo andare avanti: presenza, ascolto e confronto.

Quartiere dopo quartiere.

Non si tratta soltanto di organizzare incontri. Si tratta di costruire una relazione politica e umana stabile con la città.

Si tratta di tornare a considerare i cittadini non come destinatari passivi delle decisioni, ma come parte essenziale del processo di cambiamento.

Le idee migliori nascono spesso dall’esperienza di chi vive ogni giorno un problema e conosce, meglio di chiunque altro, le difficoltà e le possibili soluzioni.

Prati è stata la prima tappa. Balduina la seconda. Ma questo è soltanto l’inizio.

Il percorso verso Roma 2027 continua.

Continuerà nei quartieri, nelle piazze, nei luoghi di incontro e in tutti gli spazi in cui sarà possibile confrontarsi con le persone. Vogliamo attraversare la città, ascoltarne le voci, raccoglierne le energie e costruire una proposta capace di restituire a Roma ambizione, ordine, sicurezza e futuro.

Roma ha bisogno di una visione diversa.

Una visione che metta al centro le persone, non le ideologie.

Una visione che consideri la mobilità un diritto e non un privilegio.

Una visione che difenda il decoro senza dimenticare la solidarietà, che sostenga lo sviluppo senza lasciare indietro nessuno, che valorizzi i quartieri e riconosca il ruolo delle comunità.

Roma ha bisogno di un’amministrazione presente, competente e autorevole.

Un’amministrazione capace di decidere, ma anche di spiegare le proprie scelte.

Capace di programmare, ma anche di verificare i risultati.

Capace di ascoltare le critiche e di correggere gli errori.

Soprattutto, capace di restituire ai cittadini la fiducia nelle istituzioni.

La fiducia non si conquista con un post o con una conferenza stampa.

Si conquista con il lavoro quotidiano.

Si conquista mantenendo gli impegni.

Si conquista dimostrando che la politica può essere utile, concreta e vicina alle persone.

La grande partecipazione di Prati e Balduina ci incoraggia e ci responsabilizza.

Ci dice che c’è uno spazio enorme per una proposta alternativa, ma ci ricorda anche che nulla è scontato.

Il consenso si costruisce con coerenza, ascolto e presenza. Si costruisce incontrando le persone anche quando i riflettori sono spenti.

Si costruisce affrontando i problemi con serietà e senza cercare scorciatoie.

Il 2027 non è soltanto una scadenza elettorale.

È l’orizzonte entro il quale dobbiamo preparare un progetto di governo per Roma.

Un progetto ampio, concreto e condiviso.

Un progetto che non si limiti a denunciare ciò che non funziona, ma che sappia indicare con chiarezza cosa fare e come farlo.

Vogliamo una Roma più sicura, più pulita, più efficiente e più vivibile.

Una Roma che sappia valorizzare il proprio patrimonio storico e culturale, ma che allo stesso tempo sappia investire nel futuro.

Una Roma capace di sostenere le imprese, proteggere il commercio di vicinato, migliorare i trasporti, garantire servizi adeguati e rendere ogni quartiere un luogo in cui si viva pienamente la Città.

Di Admin

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