Antoniu Martin, storico e analista politico

Gli storici della Massoneria moderna sostengono l’importanza che le corporazioni
medievali ebbero nella cristallizzazione interna delle logge massoniche speculative. È
noto che il sistema dei tre gradi, proprio delle corporazioni, fu assimilato dalle logge
moderne.

Nello spazio romeno, l’élite transilvana del secolo illuminista, che aveva una
tradizione di ordini cavallereschi, essendo anche influenzata dalle idee rosacrociane,
mostrò la sua apertura al messaggio della massoneria speculativa apparsa nell’Europa
occidentale.
L’ambiente aristocratico viennese, patrocinato dal Granduca Francesco di
Lorena, marito dell’imperatrice Maria Teresa, noto frammassone, riunì importanti nomi
dell’intellettuale europeo dell’epoca, intraprendendo progetti culturali e filantropici.

Le idee
massoniche si diffusero con relativa rapidità in tutto l’Impero asburgico, parallelamente
alla cristallizzazione delle logge speculative.

Nel 1740 fu aperta una loggia a Bratislava e
nove anni dopo, su iniziativa delle logge di Berlino, fu fondata, a Brașov, la loggia “Le Tre
Colonne”, la prima in Transilvania.

Da notare che anche le logge che si susseguirono in
Transilvania furono organizzate sul modello di quelle di area tedesca.

Il contesto
geopolitico dell’epoca, che favoriva la Prussia rispetto all’Austria, spiega la
preponderanza dell’elemento sassone all’interno delle prime logge nello spazio
intracarpatico.
Nella prima parte del regno dell’imperatore Giuseppe II, l’attività massonica
conobbe un dinamismo senza precedenti, soprattutto da quando il monarca vide nelle
logge uno strumento per diffondere la politica multiculturale avviata dalla corte di Vienna.
In quel contesto fu istituita la Gran Loggia Provinciale d’Ungheria e poco dopo, il Capitolo
Provinciale della Transilvania, che mise in discussione l’istituzione della prima loggia a
Cluj.

Sempre in questo periodo è attestato in Transilvania il sistema della Stretta
Osservanza Templare.

La regione dove il progetto dell’imperatore Giuseppe II lasciò il
segno più forte fu il Banato.

E qui la massoneria penetrò e si sviluppò in tempi
relativamente brevi, nel 1776 fu fondata a Timișoara la loggia “La Trei Crini Albi” (“Ai Tre
Gigli Bianchi”).
Va notato che la rispettiva loggia integrava rappresentanti di varie categorie sociali
e professionali: nobili, funzionari amministrativi, artigiani, medici, farmacisti, personale
militare, ingegneri, tipografi, commercianti, ecc.
Si può apprezzare che la Massoneria rappresentasse un’istituzione che facilitava
il dialogo e lo scambio culturale.

Formate sul principio dell” unità nella diversità”, in uno
spirito illuminista e multiculturale, la maggior parte delle logge attive in Transilvania e nel
Banato hanno contribuito a plasmare un tipo di comportamento sociale centrato sul
rispetto del pluralismo e della diversità, della tolleranza e dello spirito civico.

Attraverso
l’apertura mediata dalle logge è stato possibile superare le barriere politiche,
confessionali o di ogni altro tipo.

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