Partito SocialDemocratico: intervista al segretario Paolo Preti
Di Nicola Comparato
Intervista a Paolo Preti, nato a Novara nel 1962. Prima segretario provinciale di Novara dei giovani socialdemocratici e membro dell’esecutivo del partito. Membro della direzione nazionale dei giovani socialdemocratici per due mandati oltre ad essere componente del comitato centrale del Partito. Architetto, libero professionista, dedito alla politica e alla pubblica amministrazione dall’anno 1985. Già sindaco del comune di Brovello Carpugnino, e assessore presso la comunità montana Cusio Mottarone. Per breve tempo, come indipendente é stato assessore LLPP presso il comune di Verbania, per poi passare come consigliere delegato in Saia Spa.

- Quali sono le principali priorità della sua leadership nel Partito Socialista Democratico Italiano?
In questo momento ritengo sia fondamentale la riorganizzazione del Partito su tutto il territorio nazionale perché senza una capillare rete organizzativa non si può essere presenti sui vari territori e non si può andare a braccetto con gli elettori. Fondamentale per tutto questo sarà la comunicazione.
Al riguardo stiamo valutando il recupero del nostro giornale storico “l’Umanità” che riteniamo fondamentale per la diffusione delle nostre idee e dare più efficacia al nostro essere tra la gente.
- Come intende affrontare le sfide attuali e future del partito?
Il PSDI , che si colloca nell’area del riformismo, ha avviato un percorso di incontri e colloqui con chi si richiama ai valori del riformismo. al fine di giungere alla costruzione di un polo riformatore che oggi più che mai si ritiene di grande attualità nell’agorà della politica italiana.
Poche settimane fa abbiamo avuto incontro al Senato con la Senatrice Paita e il Senatore Borghi di Italia Viva, con i quali abbiamo condiviso un’idea-progetto che potrebbe essere innovativo per le prossime elezioni sia Europee che Amministrative.
- Quali sono le sue proposte per rafforzare l’unità all’interno del partito?
Per il momento il partito gode di forte unità d’intenti. Oggi, dopo aver speso tanto impegno e tanta fatica nel recuperare il simbolo storico della socialdemocrazia, siamo disponibili a incontrare i vari gruppi che si richiamano ai valori della socialdemocrazia per formare un partito solido, identitario e riporti in campo quello che attualmente manca nel panorama politico italiano, un grande partito socialdemocratico.
- Come intende coinvolgere i giovani e promuovere la partecipazione politica nella sua base?
Essendo stato un dirigente nazionale della giovanile socialdemocratica, prima come segretario provinciale a Novara, poi in segreteria nazionale con Paolo Russo e Augusto Cicchinelli, so quanto sia importante la forza dei giovani in un partito, anche se oggi non è semplice avvicinarli per il pochissimo spazio che gli adulti concedono. La mia segreteria si aprirà al mondo giovanile e raccoglierà tutti i suggerimenti che dovessero provenire da quel settore.
- Quali politiche economiche e sociali il partito intende promuovere sotto la sua guida?
Intendiamo promuovere tutta un’azione a difesa del ceto medio, classe sociale che per anni è stata bistrattata e massacrata dalle varie crisi economiche e dal potere finanziario e bancario. Una classe di piccoli imprenditori, piccoli industriali, professionisti, commercianti, artigiani, cuore pulsante della nostra economia che è stato quasi completamente azzerato senza che nessun partito della seconda e terza repubblica vi ponesse attenzione. Noi vogliamo difendere questa classe.
- Come affronterà le questioni ambientali e il cambiamento climatico?
Per una politica ambientale seria e organizzata è fondamentale l’adesione dei territori alle normative nazionali di condivisione alle normative sulla Pianificazione Territoriale. Considerato che le Regioni non sono state in grado di proporre una vera organizzazione del territorio con normative efficaci, lo stato centrale deve intervenire con una normativa nazionale sulla pianificazione urbanistica e ambientale, base da cui partire per una strategia coordinata. I fondi del PNRR, se utilizzati con criterio, potrebbero essere decisivi per uno sviluppo sia territoriale che
ambientale.
- Quali sono le sue opinioni sulla politica estera e la cooperazione internazionale?
Sono un’europeista convinto. L’Europa, deve diventare il fulcro di ogni iniziativa, in particolare per quanto riguarda la politica economica, estera e anche militare, viste le ultime crisi sia in Ucraina e Medio Oriente. Dicono che Draghi possa diventare il prossimo Presidente della Commissione Europea al posto della Von Der Leyen. Visto lo spessore dello statista potrebbe essere un bel passo avanti verso gli Stati Uniti d’Europa.
- Come gestirà le divergenze di opinione all’interno del partito per promuovere un clima di collaborazione?
In politica, la mediazione e l’ascolto sono fondamentali. Da un po’ di tempo a questa parte ci siamo troppo abituati a partiti costruiti sulle persone e non sulle idee. Noi ci batteremo per invertire la tendenza e avere partiti costruiti dal basso e non a seguito di riunioni di “caminetto”. Il PSDI deve essere il partito di tutti, il partito della gente che cammina con e tra la gente.
- Quali sono le strategie per migliorare la comunicazione del partito con il pubblico?
Prima le ho accennato alcune ipotesi organizzative, ma vista la domanda puntuale le dico semplicemente tornare a riascoltare i bisogni le e necessità del cittadino. Per dieci anni sono stato sindaco di un piccolo comune, ho imparato molto soprattutto per quanto riguardo l’ascolto cercando di soddisfare i bisogni della mia gente.
- Come valuta il ruolo del Partito Socialista Democratico Italiano nella società e la sua visione per il futuro del paese?
In Italia manca e quindi vogliamo far crescere un polo riformista, autenticamente socialdemocratico, che sia da contraltare a qualsiasi tipo di “populismo” sia di destra che di sinistra. Uno sguardo a sinistra? Mi sembra che l’attuale PD stia portando indietro le lancette della storia inseguendo il populismo del Movimento 5Stelle…
