Miccheli Dario
Si fa molto parlare sulle Università in rivolta contro Israele e in favore del popolo Palestinese , una posizione singolare, visto che la Palestina , non è in guerra con il popolo ebreo , ma lo è solo l’organizzazione terroristica di Hamas, è pur vero che da quando , alla fine della seconda guerra mondiale le nazioni vincitrici , decisero che si doveva trovare una sistemazione territoriale alla “nazione ebraica ” su di un territorio che per millenni è stato teatro di guerra , e odio tra il popolo ebreo e gli arabi che vivevano in quei luoghi.
Non entrerò in una sorta di diatriba con i giovani studenti occupanti e manifestanti, siamo in democrazia e tutte le ragioni e le opinioni sono valide, ma mi punge vaghezza di capire che cosa succede al corpo docente Italiano .
Le richieste degli studenti, che sono una minoranza rispetto alla stragrande maggioranza degli studenti , fanno capo alla necessità di bloccare i rapporti con le università d’Israele, si tratta di ricerche scientifiche che per la loro valenza interessano la cultura e la sua applicazione sul territorio italiano e la preparazione dei nostri giovani.
Vi è più, che preoccupa, per chi come me era all’Università negli anni settanta, ottanta , una sorta di memento mori , non nel senso di un ricordo di morte , ma della violenza e la morte che aleggiava sulle scuole italiane, fu un periodo terribile , in cui l’odio politico e sociale era fuori controllo e si espresse con la ferocia degli “anni di piombo”.
Ma come è cominciata quella stagione?
Con una mancanza di lungimiranza da parte degli organi universitari preposti al controllo degli studenti, negli atenei , erano troppo permissivi e spesso collusi politicamente con i movimenti che stavano nascendo e si stavano organizzando per rovesciare il potere costituito sotto tutte le forme.
Non vorrei che si ripetesse.
Quale è il rischio che stiamo vedendo profilarsi , è che la tremebonda ignavia e peggio, collusione , con questi gruppi che non rappresentano nulla di più che antagonisti non rappresentativi della maggioranza degli studenti , che ha spaventato il mondo accademico con la loro violenza verbale, per ora, tendono a voler influenzare le decisioni del mondo universitario.
Speriamo che i docenti trovino il coraggio di ritirare su i pantaloni e ricoprire le “vergogne” che hanno messo in mostra, accettando il ricatto contro un popolo sovrano che ha sicuramente ecceduto nelle risposta vendicando la strage del sette ottobre scorso, con un’operazione sicuramente molto simile ad un tentativo di genocidio, ma va tenuto conto della storia degli ebrei, e delle persecuzioni che hanno sempre subito , anche dai cristiani, un popolo stanco di morire ” gratis”.
Mi auguro che i docenti tornino a loro scienza e si ricordino che magister Schola deve essere sopra a tutto , magister vitae .
