De Ficchy Giovanni

 Scrittori e sociologi hanno costruito carriere, e venduto milioni di copie, immaginando sceneggiature da fumetto con protagonisti i Rothschild.

Giunte al terzo secolo di vita, con il moltiplicarsi degli eredi, le teorie complottiste sui Rothschild vanno forte anche declinate in salsa regionale: autorevoli commentatori di storia contemporanea appartenenti alla galassia di YouTube spiegano a milioni di visualizzatori, con il piglio di chi ne sa, come lo strozzinaggio dei Rothschild nei confronti di Cavour fu il vero motore dell’unità d’Italia. 

Conoscere le vicende della famiglia Rothschild è interessante.

Banchieri e affaristi di una lungimiranza più unica che rara, i Rothschild sanno sfruttare l’andamento dell’economia di guerra non solo a loro personale favore, bensì spostando gli assetti politici e finanziari del mondo intero.

Anche se forse si parla più di David Rothschild, l’erede ambientalista di una delle dinastie più potenti dell’Ottocento, che preferisce salvare il mondo piuttosto che il patrimonio, tuttavia, mai come adesso, conoscere le vicende della famiglia Rothschild è interessante.

Quarantaduenne rampollo del ramo inglese della dinastia di banchieri che per due secoli ha esercitato la sua influenza sui destini delle potenze occidentali, Rothschild non ha seguito le orme del padre Evelyn, ex presidente della banca di famiglia e consulente finanziario della regina Elisabetta.

Mentre gli esperti di Edmond de Rothschild Asset Management sono pronti a immaginare degli scenari di ricostruzione post bellica dell’Ucraina, a Vienna il Museo Ebraico ospita, fino al 5 giugno 2022, la mostra I Rothschild viennesi. 

Per completezza di informazione qualcuno sa che dal 2008 al 2014 Macron, prima di buttarsi definitivamente in politica, lavora nella filiale francese della banca Rothschild? 

O almeno, così si dice: tra complottismi e reale pragmatismo, ecco la loro storia.

Per essere una famiglia che predilige muoversi nell’ombra, non mancano le informazioni disponibili sul loro albero genealogico. 

I primi documenti ufficiali in cui si spettegola sulla famiglia Rothschild risalgono al 1846, quando a Parigi venne diffuso un pamphlet anonimo di trentasei pagine, firmato con lo pseudonimo Satan da un giornalista originario di Marsiglia.

In questo libercolo si insinuava che Nathan Rothschild, morto ormai da dieci anni, figlio di Mayer Amschel, sarebbe stato a conoscenza in anticipo degli esiti della battaglia di Waterloo, e ne avrebbe approfittato per speculare sulla sconfitta francese, guadagnando venti milioni di franchi con mezzi bislacchi che prevedevano tra l’altro il volo di un piccione viaggiatore sulla Manica.

Nello stesso pamphlet, en passant, Satan accusa James, fratello di Nathan, all’epoca residente a Parigi, di gestire le sue linee ferroviarie con una negligenza mirata specificamente a uccidere i passeggeri. 

Prove?,

nessuna assolutamente zero.

Intanto una piccola curiosità: il nome “Rothschild” in tedesco significa scudo rosso e il primo della dinastia a utilizzarlo è Moses Kalman Rothschild, morto nel 1735, pochi anni prima dell’inizio della vera ascesa della famiglia omonima, nel 1744, a opera di colui che viene considerato il banchiere Rothschild per antonomasia, cioè Mayer Amschel Rothschild

Il motto di famiglia lo conia il figlio maggiore del capostipite, Mayer Amschel (1744-1812), che non si chiama più Bauer ma di cognome fa Rothschild: «La nostra politica è quella di fomentare le guerre, dirigendole in modo che tutte le Nazioni coinvolte sprofondino sempre più nel loro debito e quindi sempre più in nostro potere»

Insomma, fatto sta che Mayer per prima cosa fonda un istituto bancario, dopodiché piazza i suoi cinque figli negli altrettanti maggiori centri finanziari europei per conduzione degli affari.

Mayer Amschel è un collezionista di monete rare, sposa una ricca ereditiera, da cui ha 10 figli, di cui 5 maschi, che invia come emissari nelle principali capitali d’Europa, per conquistarle finanziariamente, fondando gli altri rami dell’impresa: Nathan, il più famoso (1777-1836), è inviato a Londra nel 1798, Solomon (1774-1855) va a Vienna, Carlmann (1788-1855) a Napoli e Jakob (1792-1868), il più giovane, va a Parigi nel 1811

I i Rothschild sono una famiglia storica originaria di Francoforte, con origini ebraiche, di dinastia nobile

I rami più importanti della casata restano quello austriaco e quello britannico (ma non sono gli unici): in sostanza i Rothschild nel 1816 hanno baronie ereditarie dell’Impero asburgico dell’Imperatore Francesco II e vengono elevati alla nobiltà britannica direttamente su richiesta della Regina Vittoria.

Per essere chiari il patrimonio della famiglia Rothschild viene considerato il più cospicuo sulla faccia della Terra, a livello privato. 

 Surfando sulla rivoluzione industriale e su quella francese, approfittando delle congiunture storiche e delle deboli politiche sindacali dell’epoca, i Rothschild moltiplicarono le proprie fortune guadagnando una montagna di soldi durante le guerre napoleoniche e reinvestendoli, tra l’altro, in ferrovie, miniere e proprietà immobiliari.

 Che cosa influisce, quindi, più di ogni altra cosa su questi sistemi di potere?

La guerra, chiaro… 

il periodo di massima forza ed espansione della discendenza si attesta nell’arco di tutto l’Ottocento, quando in Europa c’erano guerre ovunque, e si guadagnava bene a prestare soldi ai regnanti per scannarsi,. le prime in cui mettono lo zampino, procurando una svolta decisiva alla dinastia, sono le guerre napoleoniche.

Morale della favola: la guerra è redditizia.

La loro specialità è quella di muovere il denaro, non necessariamente il loro, soprattutto quello delle principali case regnanti, verso le attività più redditizie, che poi sono essenzialmente due: i prestiti a tasso elevato diretti alle nazioni che intendono entrare in guerra e i titoli del debito pubblico ad alto rendimento acquistati dai Paesi che, usciti dalla guerra, si apprestano alla ricostruzione

 Per l’alta finanza è dunque essenziale sapere, prima degli altri, chi vuole la guerra

Per questo la famiglia Rothschild investe sovvenzionando chiunque si trovi impegnato in un conflitto bellico, siano essi potenziali vincitori che vinti. 

In tal modo riescono a prevenire e influenzare gli eventi, giocando sullo scacchiere politico e intascando profitti stratosferici.

 Si pensi che i Rothschild finanziano persino la guerra russo-giapponese a inizi ‘900 e che l’Unità d’Italia serve in larga parte a ripagare i debiti del Regno di Sardegna con la stessa famiglia.

Riassumendo al massimo, la storia va così: tra il 1803 e il 1815, quando Napoleone combatte un po’ in tutta Europa, i nostri Rothschild hanno già un considerevole patrimonio monetario, insomma lingotti d’oro, non ancora azioni.

E cosa ci fai con tutti questi soldi?

Mi sembra chiaro provi a cambiare il destino economico e politico del mondo, che domande.

Con questo denaro da soli finanziano gli eserciti del Duca di Wellington, diventando già personaggi indispensabili al governo britannico.

Per prima cosa bisogna sottolineare l’abile famiglia riesce a mantenere tutti gli averi sotto la propria ala anche per mezzo di matrimoni combinati, garantendo così la quasi totale segretezza circa il suo patrimonio complessivo ed evitando divisioni di beni.

Poi  si dimostrano anche in grado si sviluppare e organizzare un’ efficientissima rete di agenti, spedizionieri e corrieri che attraversano tutta l’Europa messa sottosopra dalla guerra, distribuendo oro per gli armamenti, dunque portando indietro ai Rothschild preziose informazioni politiche e finanziarie, che consentono ancor più alla famiglia di capire l’andamento dei mercati internazionali con anticipo.

A questo servono i legami familiari dei Rothschild, che si scambiano informazioni e stringono saldi rapporti con le grandi case reali che governano le sorti dell’Europa.

Le altre casate che puntano tutto sulle attività bancarie ma, poi, finiscono in rovina, attaccate dal popolo o, in ogni caso, non hanno la loro stessa influenza? 

In sostanza i Rothschild si buttano negli investimenti internazionali, come la costruzione di ferrovie e del Canale di Suez, acquisiscono gran parte del ricco quartiere londinese di Mayfair, oggi passato al fondo della Corona, e fondano attività come l’Alliance Assurance (oggi RSA Insurance Group), la compagnia ferroviaria francese Chemin de Fer du Nord e altre imprese metallurgiche oltralpe, la società mineraria The Rio Tinto Mining Company, oggi la terza più grande al mondo, che porta ai Rothschild pure il pieno controllo del Rio Tinto, e l’iconica De Beers, che estrae e lavora i diamanti

Nel ‘900, con l’esplosione dei mezzi di comunicazione e la diffusione dei Protocolli dei Savi di Sion, l’odio per i Rothschild è detonato, alimentato da pseudo studiosi e pensatori controcorrente che attraverso una serie di teorie strampalate li hanno accusati di ogni turpitudine. 

 E le guerre mondiali?

Occultamente architettate da loro, che domande. 

Hitler?

In realtà era soltanto un fantoccio dei Rothschild (nonostante il Terzo Reich si fosse molto impegnato nella realizzazione dei” Rothschild“, film di propaganda e manuale di antisemitismo uscito nel 1940), messo lì per giustificare la nascita di Israele.

I Rothschild oggi, con un patrimonio e una scala d’affari assai più contenuti, si sono comunque affacciati nel mondo dei “big money“, tra la City londinese e la Svizzera, pur vantando ramificazioni in tutta Europa, come è sempre stato per la famiglia.

 Più delle teorie inconfutabili, sono state le nuove tendenze a dare un po’ di tregua alla famiglia Rothschild, lutti permettendo: a partire dagli anni zero, in coincidenza con il suo ingresso nella politica americana nel ruolo di finanziatore del partito democratico, George Soros ha preso il posto dei Rothschild come capro espiatorio di tutti i mali del capitalismo.

Beh, con una storia così, ci manca solo una serie TV sui Rothschild: la notizia è che potrebbe arrivare davvero, sviluppata dal creatore di Downton Abbey, intitolata Five arrows, come le cinque frecce sullo stemma della casata.

Di Admin

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