
Ciò che sta emergendo in queste ore su come l’Unione Europea usa i nostri soldi per finanziare le battaglie politiche del movimento LGBTQ e indottrinare i nostri figli e nipoti è allucinante.
39.648 Euro per il progetto Oltre gli Stereotipi, che si prefigge l’obiettivo di “dare ai giovani partecipanti gli strumenti per diventare attivisti della consapevolezza e dell’accettazione LGBTQAI” nei loro Paesi;
250.000 Euro per il progetto Inserimento di contenuti sulla diversità affettivo-sessuale e di genere negli ambienti universitari delle scienze della salute;
250.000 Euro per il progetto UNIQUE, col quale “supportare il rendimento accademico delle persone che si identificano come LGBTQIA aumentando la consapevolezza degli insegnanti sui problemi di genere e di orientamento sessuale, creando percorsi di apprendimento personalizzati per gli educatori”
250.000 Euro per il progetto Gender 101 (si chiama proprio così!), finalizzato a “sviluppare strumenti innovativi sulla diversità di genere per genitori e insegnanti”;
59.804 Euro per il progetto Piattaforma Arcobaleno per i Giovani (il nome è già tutto un programma…) dichiaratamente finalizzato a “sviluppare competenze di attivismo LGBTI per 30 giovani LGBTI di età compresa tra i 15 (!) ei 30 anni e includerli nella piattaforma di attivisti LGBTI già esistenti”;
42.597 Euro per il progetto Cinema Queer come Resistenza , con cui “promuovere la cittadinanza attiva dei giovani Queer e il cinema intersezionale Queer e registi Queer poco noti” (chissà perché…);
120.000 Euro per il progetto This Must Be The Place, per finanziare la “formazione di 30 educatori* adulti* in Spagna, Grecia e Italia sulle cause sistemiche dell’oppressione delle donne e delle soggettività LGBTQIA e su come estirparle alla radice tramite advocacy, lobbying e attivismo civico, azioni di educazione non formale”;
19.000 Euro per il progetto Tetris, volto a “normalizzare i temi dell’orientamento sessuale e dell’uguaglianza di genere all’interno del dibattito pubblico, concentrandosi principalmente sui contesti educativi nelle scuole”;
Potremmo andare avanti ancora a lungo …
Ma ci fermiamo qua.
“Vogliamo davvero questa Europa?” è la domanda che anche come Giornale Sera ci poniamo
