“Gualtieri e Alfonsi sapevano e hanno taciuto”: un monito che scuote la Capitale

La vicenda dell’acquisto dei terreni di Santa Palomba per la costruzione del termovalorizzatore a Roma si sta rivelando un caso emblematico di opacità e possibili danni erariali che coinvolgono direttamente le più alte cariche amministrative della città.
Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, non lascia spazio a dubbi nella sua denuncia: «Già con interrogazioni formali urgenti del novembre 2022, depositate negli stessi giorni, avevamo segnalato gravi criticità sull’operazione, ma nessuna risposta è mai arrivata.
Oggi la Corte dei conti indaga proprio per possibile danno erariale, confermando la fondatezza delle nostre denunceᄏ.
Il nodo centrale di questa intricata questione riguarda tre aspetti fondamentali, accuratamente messi in luce da Santori e dal suo gruppo: la congruità del prezzo pagato, l’idoneità urbanistica dell’area e i vincoli strutturali che impedirebbero un utilizzo pieno e funzionale del terreno acquistato.

Emerge infatti che il terreno sarebbe stato pagato circa 7,5 milioni di euro, una cifra molto superiore alla valutazione reale stimata dagli esperti.
Tale differenziale non è solo una discrepanza contabile, ma rischia di configurare un vero e proprio danno erariale, ovvero un grave spreco di denaro pubblico.
Non si tratta però solamente di questioni economiche
. Nei documenti acquisiti risulta evidente che l’area acquistata non è un terreno industriale “puro” come dichiarato, ma presenta porzioni di verde pubblico, vincoli paesaggistici e fasce di rispetto ambientale che limitano fortemente le possibilità di utilizzo.
Questo significa che Roma potrebbe aver pagato a prezzo pieno un terreno non pienamente idoneo alla costruzione del termovalorizzatore, senza aver ritenuto opportuno verificare o comunicare tali criticità.
Le implicazioni sono profonde: non solo si mette a rischio l’efficacia stessa del progetto, ma si genera una perdita rilevante per la collettività.
La parte più inquietante della vicenda è forse rappresentata dal silenzio delle istituzioni.
Il sindaco Gualtieri e l’assessore all’Urbanistica Alfonsi hanno infatti proseguito nell’iter amministrativo ignorando completamente le interrogazioni dettagliate e urgenti presentate dall’opposizione.
Questo silenzio non può essere interpretato come una semplice dimenticanza o omissione accidentale, bensì come una scelta consapevole che oggi si traduce in una seria indagine da parte della magistratura contabile.
Una situazione che richiede trasparenza e responsabilità, soprattutto quando si gestiscono risorse pubbliche destinate a progetti strategici per la città.
La Lega, attraverso la voce di Santori, non nega l’importanza e la necessità di un termovalorizzatore per Roma, un’infrastruttura indispensabile per la gestione dei rifiuti e la sostenibilità ambientale.
Tuttavia, ribadisce con forza che un’opera così cruciale non può essere realizzata attraverso operazioni immobiliari opache, su terreni non adeguati e senza la dovuta chiarezza nei processi decisionali.
L’appello è quindi a una gestione trasparente e partecipativa, che coinvolga la comunità locale e gli esperti del settore, per garantire che il progetto sia sostenibile, funzionale e rispettoso del contesto ambientale e sociale.
Si auspica un dibattito aperto e costruttivo, che permetta di valutare attentamente le diverse opzioni e di individuare la soluzione migliore per il futuro della città.
Un progetto di tale portata, infatti, non può essere imposto dall’alto, ma deve nascere da una condivisione di intenti e da una visione comune, che tenga conto delle esigenze di tutti i cittadini.
La cittadinanza ha il diritto di conoscere fino in fondo ogni dettaglio, affinché il progetto sia conforme alle norme, vantaggioso per le casse pubbliche e rispettoso dell’ambiente urbano e naturale.
Questa vicenda deve rappresentare un campanello d’allarme per tutta Roma e per chi governa la città: trasparenza, legalità e tutela del bene pubblico non sono solo principi astratti, ma elementi imprescindibili per garantire uno sviluppo sostenibile e giusto.
Solo attraverso un controllo rigoroso e un confronto aperto si possono evitare sprechi e danni irreparabili, restituendo fiducia ai cittadini e alla comunità intera.
In conclusione, la denuncia della Lega sull’acquisto dei terreni di Santa Palomba si conferma oggi più che mai attuale e urgente.
L’inchiesta della Corte dei conti deve portare a una verifica approfondita e senza sconti, garantendo che responsabilità e trasparenza non rimangano parole vuote.

Roma merita risposte chiare e azioni concrete per tutelare il patrimonio pubblico e costruire un futuro più sostenibile, efficace e rispettoso delle regole.
Solo così potrà affrontare con serenità e dignità le sfide della modernità e dell’ambiente.
