
Vedo che molti non capiscono.
Davvero, ma come fate a non vedere il quadro completo?
Vi siete mai chiesti come si muove Trump nel grande scacchiere internazionale?
No?
Beh, preparatevi a una piccola lezione di geopolitica “alla Trump”, che vi farà capire finalmente cosa accade davvero dietro le quinte.
In Iran sta conducendo un gioco d’alta strategia degno del miglior film hollywoodiano: sta cercando la persona giusta, quella figura che possa mettere al potere senza dover mandare i Marines a fare il lavoro sporco, perché – ammettiamolo – nessuno vuole più un’altra guerra “di terra” costosa e impopolare.
È una mossa geniale, se ci pensate: invece di rimettere in piedi l’Iran con bombe e distruzione, preferisce farlo con un uomo di fiducia, qualcuno che possa mantenere il paese stabile, ma senza i rischi di prima.
Certo, non parliamo di un santo.
Gli serve una persona sufficientemente corruttibile da farsi comprare, ma anche abbastanza leale e intelligente da poter gestire un regime complesso senza fare danni irreparabili.
Sembra una missione impossibile?
Eh no, Trump ci ha già dimostrato come si fa in Venezuela – identico schema, stessa ricetta.
Lui chiama questa tattica “negoziare”, ma probabilmente sta semplicemente parlando con tre o quattro potenziali candidati, scegliendo quello migliore per i suoi interessi, perché sì, alla fine la geopolitica è solo un grande mercato di venditori e compratori.
E qui arriva la parte più gustosa del piano: questo candidato ideale non dovrà fare altro che processare ed impiccare i capi del governo religioso iraniano, quei galletti ancora arroccati al potere che pensano di poter sfidare Washington.
Fantastico, vero?
Eppure, nonostante tutto, sembra che i giornalisti italiani siano troppo occupati a scrivere le loro solite fregnacce per ascoltare quello che sta davvero succedendo.
È tutto lì, chiaro come il sole – ma evidentemente troppo accecante per loro.
Non è detto che questo piano vada a buon fine, ovviamente.
Ci sono sempre troppe variabili in gioco quando si tenta di rimodellare un intero paese.
Se non ci riesce, beh, niente paura: tornerà a bombardare finché il candidato ideale non spunta fuori.
È un po’ come aspettare che cresca l’albero della mela perfetta, ma invece di annaffiarlo, gli si tira qualche cartuccia per stimolarne la crescita.
Un approccio un po’ primitivo, ma stranamente efficace.
Quindi, miei cari, abbiate fiducia e soprattutto non contate sull’ignoranza dei giornalisti.
Non è colpa vostra se non avete ancora capito; forse non ve lo hanno spiegato bene.
Ma ora che lo sapete, potete smettere di leggere notizie mondane e iniziare a leggere tra le righe.
Alla fine, in questo gioco di potere, ogni mossa conta, e Trump sta facendo la sua partitura come un maestro del sarcasmo geopolitico.
Restate sintonizzati, perché lo spettacolo è appena iniziato.
