
Ah, la Spagna!
Terra di sole, passioni bollenti e, evidentemente, di scandali politici che farebbero impallidire anche le migliori telenovelas sudamericane.
È bastato un mercoledì mattina qualunque, quello del 27 maggio, per vedere gli agenti della Guardia Civil fare irruzione nella sede del Partito Socialista Spagnolo (PSOE) in via Ferraz a Madrid.
Ma non per una festa sorpresa o un caffè insieme.
No, stavolta il menu prevedeva perquisizioni, richieste di documenti e file imbarazzanti, il tutto sotto l’occhio vigile dell’Unità della Guardia Civil specializzata nei reati economici, alias UCO, una sigla che suona come un robot tirato fuori da un film di fantascienza… ma con meno simpatia e più voglia di scovare soldi sporchi.
Il bello?
L’inchiesta è coordinata dal giudice Ismael Moreno dell’Audiencia Nacional, che sembra aver preso molto sul serio la faccenda del presunto finanziamento illecito al PSOE.
E ragazzi, qui non stiamo parlando di qualche monetina dimenticata nel cassetto, ma di pagamenti in contanti avvenuti tra il 2017 e il 2024 destinati alla liquidazione di spese di dirigenti e impiegati.
Pagamenti analoghi a quelli finiti sotto i riflettori nell’affaire José Luis Abalos e del suo consulente Koldo Garcia, attualmente dietro alle sbarre per un caso che sembra uscito da un thriller politico: presunte tangenti legate a forniture di materiale sanitario durante la pandemia di Covid-19. Riciclaggio?
Possibilmente. Ma chi ha tempo di occuparsene quando lo spettacolo mediatico è così ben confezionato?
Nel frattempo, mentre la Guardia Civil fruga tra carte e computer, il premier Pedro Sánchez si trova a Roma, impegnato a salutare Papa Leone XIV e a spiegare in conferenza stampa, presso l’ambasciata spagnola, che sì, «c’è piena collaborazione con la giustizia» e che loro «restano in attesa di ciò che emergerà dalle indagini».

Una frase talmente rassicurante da far venire voglia di schiacciare il tasto “mute”.
Il riferimento all’ex Primo Ministro José Luis Rodríguez Zapatero, a cui Sánchez continua a mostrare fedeltà cieca nonostante il rinvio a giudizio nel caso Plus Ultra, è poi la ciliegina sulla torta: «non ho alcun elemento che possa cambiare la mia posizione», dice il premier, come a voler dire “fidatevi, è tutto regolare”, mentre fuori dal palazzo politico si mormora altro.
Ecco spiegato l’attacco feroce del presidente del Partido Popular, Alberto Feijoo: «Siamo in una situazione di agonia, si mette in discussione la decenza non solo del governo e del PSOE, ma ora c’è un rischio contagio che afferra tutta la politica spagnola. L’unica soluzione è elezioni immediate, perché onestamente, non se ne può più».
Qualcuno potrebbe sorprenderlo a usare come slogan elettorale questa incredibile soap opera tutta spagnola.
Ma la parte più esilarante, se si può definire tale, è quella legata allo scandalo di Zapatero.
Ieri, infatti, è venuto fuori che nella sua cassaforte personale a Madrid sono stati ritrovati circa cento pezzi di alta gioielleria per un valore stimato tra 2 e 3 milioni di euro.
Bracciali con smeraldi, collane con zaffiri, orecchini finemente lavorati, un girocollo con 14 rubini di altissima qualità, orologi da collezione Omega e Longines: un vero e proprio tesoro degno di un film hollywoodiano.
Gli inquirenti sospettano che tutto questo sia “parte del bottino” dell’ex premier (2004-2011), trasformando l’uomo che doveva essere il simbolo del cambiamento in un moderno Re Mida… ma purtroppo con tutto ciò che tocca trasformato in guai giudiziari.
Insomma, tra gioielli preziosi e contanti nascosti, questo governo socialista sembra un po’ come quel ristorante di lusso con le cucine sporche dietro le quinte: l’apparenza è impeccabile, ma appena apri la porta il caos è totale.
E mentre la Guardia Civil continua il suo lavoro, la Spagna intera aspetta, con il fiato sospeso, di sapere quale sarà il prossimo capitolo di questa saga che ormai pare più una tragicommedia.
In conclusione, cari lettori, se pensavate che la politica fosse noiosa e piena solo di discorsi interminabili, beh, vi siete sbagliati di grosso.
Qui in Spagna abbiamo tutto: intrighi, gioielli bling-bling, processi, prigioni preventive e un premier che cerca disperatamente di mantenere il controllo mentre la barca rischia di affondare.
Ma come dice il proverbio spagnolo, “Más sabe el diablo por viejo que por diablo” (Il diavolo ne sa di più perché è vecchio che perché è diavolo).
E a questo punto, forse, il diavolo spagnolo ha davvero qualcosa da raccontare.
