De Ficchy Giovanni

Dopo il “collasso economico” del 2008 è diventato molto chiaro come la Cina fosse una delle poche nazioni che, in sostanza, era riuscita a “schivare” la crisi, riuscendo a mettere in campo una crescita senza pari nello scenario globale.
A quel punto, nel 2009, ci fu un tentativo di costruire il cosiddetto blocco dei Brics, assieme a India, Brasile e Russia.
I leader politici negli Stati Uniti e in altre nazioni democratiche hanno espresso preoccupazione per la crescente “influenza” cinese nel mondo.
In un discorso del 2022 alla George Washington University di Washington, DC, ad esempio, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha affermato : “La Cina è una potenza globale con portata, influenza e ambizione straordinarie”, che ha utilizzato questo potere per alterare il sistema multilaterale.
istituzioni e accordi che hanno plasmato il sistema internazionale dalla fine della seconda guerra mondiale.
Più recentemente, l’ex primo ministro australiano Malcolm Turnbull, introducendo una nuova legge sull’”interferenza straniera”, ha definito la Cina “lo stato e il partito politico più attivo che cerca di influenzare gli affari pubblici in Australia”.
Come vedete la formazione di nuovi blocchi di potenze viene troncata alla radice e ostacolata in tutti i modi dal principale attore unipolare, ovvero gli Stati Uniti.
Anche l’India ha aderito al QUAD, l’alleanza con USA, Australia e Giappone in funzione anti-Cina, che Modi ha definito “una forza per il bene”.
Come i Paesi dell’Occidente, l’India ha ridotto i suoi rapporti commerciali con Pechino in alcuni settori, ma ha sempre rapporti commerciali elevatissimi che non sarà possibile interrompere in breve tempo.
Quindi la reale situazione geopolitica vede due blocchi contrapposti, uno decisamente in vantaggio parlo di quello Occidentale, e l’altro ancora da costruire, ed ancora da definire che vede senz’altro la Cina protagonista, gli altri “alleati junior” sono alle prese con i loro problemi: quali l’accesso a tecnologie avanzate, la mancanza di capitali, la mancanza di infrastrutture, di assistenza sanitaria e di istruzione.
Per il momento nessun Nuovo Ordine Mondiale è all’orizonte.
