
La Maratona è una disciplina sportiva che proviene da una tradizione antichissima ed è una corsa impegnativa che necessita di una preparazione particolare, sia mentale che fisica. Le riserve energetiche immagazzinate dall’organismo permettono di dare sostentamento al corpo fino a circa 32 km digara: dopo questa distanza, il podista entra “in riserva”. Correre più di 42km presuppone un dispendio di energie superiore alla normale capacità fisica, pertanto per correre la maratona, l’organismo deve essere esercitato per adattarsi agli sforzi prolungati . Il primo step per diventare maratoneta è avere a disposizione tempo e voglia per allenarsi: minimo 3 volte a settimana per un totale di circa 50km. Abbiamo incontrato, Valeria Sortino, denominata “la mamma runner” che ha fatto dello Sport, uno stile di vita. Il suo forte impegno nella Maratona è il migliore esempio per coloro che intendono intraprendere la disciplina sportiva della Maratona.
Buongiorno Valeria, attualmente sei una maratoneta e ultra maratoneta, perché superi i 42 Km. Parlaci di com’è sorta in te la passione per lo Sport in generale.
In realtà io ho sempre praticato sport. Da piccolina iniziai a praticare il tennis a livello agonistico e lo feci fino a quasi 25 anni. Dal momento che non feci il salto di qualità, anche a seguito di vari infortuni, diventai per hobby istruttrice di tennis. In seguito ebbi l’opportunità di aprire una mia palestra che mi facilitava nel gestire al meglio gli orari, dal momento che lavoravo e studiavo. In palestra cominciai a trovare piacevole allenarmi sul tapis roulan, così appresi i benefici che apportava la corsa. Negli anni, sono diventata anche personal trainer. In palestra si sviluppò in me la passione per la corsa, finchè un giorno il mio attuale marito, mi fece scoprire un mondo diverso che non conoscevo, quello della corsa fuori all’aperto.
In seguito hai voluto approfondire il tuo impegno, come hai fatto?
Mi ritengo abbastanza competitiva con me stessa. Un giorno mi iscrissi ad una società podistica con sede a Latina, dove il meraviglioso gruppo di cui facevo parte, mi spinse a praticare la mezza maratona ed altre gare. Dopo qualche tempo presi parte anche alla maratona di Roma e in seguito feci la mia prima esperienza nella “cento chilometri”, la più importante d’Italia che è “il Passatore”. E’ una gara impegnativa che si deve fare in un massimo di venti ore: si parte da Firenze nel primo pomeriggio e si arriva a Faenza passando per gli Appennini. E’ abbastanza dura perché è tutta salita fino a Borgo San Lorenzo per 50 Km e poi diventa tutto un saliscendi fino all’arrivo a Faenza. In quell’occasione riuscii a raggiungere uno dei miei migliori risultati, arrivai diciannovesima come donna assoluta, con il tempo di 10 h e 37’. Davvero un buon risultato.
Cosa apprezzi in particolare della Maratona?
Io corro per passione, sono un amatore, quindi non seguo grandi allenamenti. Mi alleno da sola e trovo positivo il fatto che la corsa ti offre l’opportunità di correre anche con i professionisti. Questo negli altri sport non lo puoi fare, perché se sei professionista gareggi tra professionisti e gli amatori gareggiano tra di loro. Il miglior tempo sulla distanza nella maratona l’ottenni a Terni dove ci misi 3 h e 0,8’. Dal mio matrimonio ho ricevuto in dono due figli, il più grande Gabriele ha sette anni, il più piccolo Giorgio quasi quattro. Qui a Nettuno dove abito, mi conoscono perché correvo anche con “il pancione” e in attesa del secondo figlio, mi sono allenata fino al settimo mese.

I tuoi allenamenti Valeria sono intensi?
La mia passione per la corsa è forte e lo dimostra il fatto che tutte le mattine mi alzo molto presto per andare a fare gli allenamenti, perché devo tornare a casa prima che mio marito esca per andare al lavoro. Riguardo la preparazione fisica, faccio cinque sedute a settimana, di circa un’ora e venti, e mi obbligo a stare ferma due giorni. Questo lo faccio soprattutto per evitare infortuni, perché se fosse per me, correrei sempre. Domenica scorsa ho partecipato all’ultima maratona che si è svolta a Castelfusano nella Pineta vicino ad Ostia. Sono arrivata prima. E’ stata una maratona di beneficienza e tutto il ricavato andrà in Africa per i bambini. Quando partecipo a queste gare, poi normalmente gli allenamenti della settimana successiva sono un po’ più leggeri, per ricominciare a farli la settimana successiva, in modo più intenso.
Potresti fare una distinzione fra correre negli spazi aperti e correre invece in un circuito?
Io non sono una velocista quindi non faccio i 100 metri, sono per le lunghe distanze e proprio mentalmente non sono portata a correre in un circuito. Ho bisogno di correre negli spazi aperti, di cambiare scenario e paesaggi. Mi piace la lunga distanza ed essere costante, ma è necessario metterci tanta volontà, quindi sono certa nell’affermare che il 60% di capacità per riuscire nelle gare dalle lunghe distanze, sia la testa. Se si affatica prima la testa, le gambe non ti portano più.
Quali sono le gara che ti hanno dato più soddisfazione dove hai ottenuto anche degli attestati di merito?
La soddisfazione è quando si riesce a portare a termine la gara, poi se si riesce ad ottenere anche dei risultati è meglio. Una delle mie più importanti soddisfazioni è essere arrivata terza di categoria alla maratona di Roma, perchè nell’ambito internazionale è una delle corse più famose. Nel 2012 feci 3 h e 14’ che è un grande risultato a livello amatoriale e per questa ragione, mi arrivò un premio a casa. Ricordo inoltre quando feci 3 h e 0,8’ a Terni e quello è stato un altro bel risultato come tempo. Di solito i professionisti fanno una o due maratone l’anno, noi invece come amatori ci spingiamo a farne di più ed io quest’anno ne ho fatte dieci. Tra le maratone più impegnative, ricordo di averne effettuata una di 50 Km sul Gran Sasso in montagna dov’ è tutta salita. All’attivo ho comunque sessanta maratone e sono entrata anche nel club supermarathon l’anno scorso.
Che consigli ti senti di dare a chi vuole intraprendere la maratona?
Invito tutti a intraprendere questa disciplina sportiva perché fa bene alla mente, oltre che al fisico e ci fa stare bene a casa anche con i familiari. Si è più sereni e aiuta anche nei momenti peggiori. Noi del settore consideriamo la corsa come una droga dagli effetti positivi, perché si producono le endorfine che sono considerate l’ormone del benessere. Tante persone pensano di non farcela, ma io dico loro che ci si deve credere prima di tutto con la mente, è importante iniziare con una camminata per poi aumentare sempre più i passi per arrivare alla corsa. Fa bene uscire soprattutto con il sole che è vita.
Che obiettivi ti prefiggi in futuro?
L’obiettivo immediato che mi pongo è la gara di San Felice Circeo, il prossimo febbraio, di 42 Km.- Dopo le gravidanze e gli infortuni, ho avuto un momento di calo, ma ultimamente ho ricominciato a riprendere i ritmi di una volta: l’obiettivo è quello di tornare alle 3 h e 30’. Un altro mio desiderio è quello di rifare nuovamente nell’ultima settimana di maggio, l’anno prossimo, il Passatore di 100 Km. Sarebbe veramente un bel traguardo, quindi la preparazione la effettuerò tutta in funzione di quella gara.
Allora in bocca al lupo Valeria
Rino R. Sortino


